Case Aler, scatta l’aumento degli affitti

IL CASO Le mosse di Palazzo Marino. Da aprile verranno rivisti i canoni per l’edilizia residenziale pubblica: possibili rincari fino al 30%

Prima, gli sconti. Dal primo gennaio al 31 marzo il Comune taglierà del 20% l’affitto agli inquilini delle case popolari con reddito Isee inferiore a 35mila euro - sono 12mila su 23mila, quasi la metà - e abbasserà a tutti del 15% la bolletta per i servizi resi dall’Aler, come la pulizia o la cura del verde. Ma da aprile, si rischia la stangata. L’assessore alla Casa Lucia Castellano ha firmato ieri con sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet e rappresentanti degli inquilini) l’accordo che rimodula in via provvisoria i canoni negli stabili Erp, con l’impegno di firmare entro il 31 marzo una nuova intesa sugli affitti e questa volta definitiva. In pochi mesi insomma il Comune con Aler eseguirà un’indagine sulle condizioni delle case, e «qualora il valore degli immobili risultasse diverso da quello stimato - anticipa l’assessore - saranno rivisti anche i canoni, riducendoli o elevandoli, dallo zero al 30% come prevede la legge regionale, sulla base quindi di criteri oggettivi». La sensazione è che prevarranno le correzioni al rialzo. Anche perchè fanno presente dall’assessorato, i canoni possono variare se la zona ha acquistato valore, se lo stabile è di pregio, ma anche se ha subito ristrutturazioni, dal centro a Quarto Oggiaro. Ma anche con l’anagrafe degli inquilini che verrà completato in pochi mesi il Comune potrà alzare l’affitto a chi ha migliorato la condizione sociale o venire incontro a famiglie che hanno perso il lavoro.
Il segnale di riduzione del canone per i primi mesi del 2012, fa presente la Castellano, «è un segnale concreto della buona volontà dell’amministrazione che in un momento di crisi rinuncia a 1,2 milioni di euro che saranno compensati con un taglio delle spese di gestione e il recupero della morosità». Il Comune invierà a breve cartelle esattoriali per spese condominiali non pagate che ammontano a quasi 740mila euro. «L’auspicio - sottolinea - è che adesso il fenomeno si riduca, per venire incontro agli inquilini in difficoltà siamo anche disposti a offrire forme di rateizzazione».
L’indice di morosità ammettono anche i sindacati è molto alto, arriva a punte del 40%. Tra le misure previste nell’accordo c’è anche un aumento del contributo alle spese di riscaldamento per le fasce meno abbienti, viene esteso a chi ha reddito Isee fino a 9mila euro quindi gli inquilini che possono beneficiarne salgono da 4.500 a 7mila euro.
Entro un mese Palazzo Marino conta di formare due commissioni consiliari ad hoc, una sulla valutazione degli sfratti e l’altra sull’esame delle occupazioni abusive in situazioni di necessità. La richiesta di Federacasa inquilini presente al tavolo con assessore e sindacati è stata categorica: «Siamo contrari a tutti coloro che occupano case senza titolo, la linea dell’amministrazione deve essere di assoluto rigore e sfrattare chi non ha diritto all’alloggio, vanno tutelati i diritti delle famiglie che sono regolarmente in lista di attesa».