Per le case arrivano i soldi, ma non le aree

Marcello Viaggio

Firmato ieri il protocollo d’intesa fra Comune di Roma e Regione sull’emergenza abitativa. A siglare il documento, il sindaco Walter Veltroni ed il governatore Piero Marrazzo, con gli assessori Claudio Minelli (Comune) e Bruno Astorre (Regione). L’impegno prevede uno stanziamento di 85 milioni dal Campidoglio e di 59 milioni dalla Regione. Serviranno all'acquisto di 300 alloggi liberi degli enti previdenziali ed alla modifica di destinazione d’uso di immobili a fini residenziali. Oltre che a programmi di assistenza alloggiativa.
«Entro dicembre - spiega Minelli - contiamo anche di individuare le aree edificatorie per 20mila stanze, da costruire attraverso l’Ater, programmi diretti del Comune e di edilizia agevolata-convenzionata di cooperative ed imprese».
Il protocollo fa esplicito riferimento anche ai 66 milioni di contributo regionale, su finanziamento dello Stato, per la costruzione di 1.774 alloggi destinati ad affitto. «Per questi interventi il consiglio comunale ha già votato l’elenco delle aree necessarie» afferma Veltroni. Parole confermate dal comunicato stampa. Comprensibile lo stupore. «L’elenco non è arrivato neppure in commissione urbanistica», aveva denunciato proprio a Il Giornale un mese fa il capogruppo di Forza Italia, Roberto Lovari: «Senza l’approvazione delle aree non parte l’iter. Mancano i pareri delle soprintendenze, i Piani di Zona, le concessioni, i progetti ...Il finanziamento rischia di sfumare se i cantieri non partono entro gennaio. Difficile fare in tempo». A correggere il sindaco è Minelli: «L’elenco delle aree effettivamente è stato votato solo in giunta, ci sono ancora dei problemi, aspettiamo dei pareri di tipo archeologico...Saremo pronti per dicembre». Il che conferma sostanzialmente le affermazioni di Forza Italia. Con ulteriori ritardi.
Stesso problema per le aree necessarie a costruire le 20mila stanze. Pari a circa 5mila alloggi nuovi di zecca. Ma a febbraio, nel protocollo d'intesa, l’impegno del Comune era di reperire le aree entro maggio. «E ora?», chiediamo all'assessore Astorre? «La data slitta necessariamente a dicembre. Nessun problema». Nessun problema. Salvo altri sette mesi buttati. E il rischio di trovarsi a mani vuote anche a fine anno.
«Sull’emergenza casa è il momento di passare dalle parole ai fatti - tuona l'ex assessore Luciano Ciocchetti, capogruppo Udc alla Pisana - La giunta Storace aveva predisposto a febbraio un protocollo d’intesa, firmato dal sottoscritto e da Minelli. Il Comune avrebbe dovuto individuare le aree su cui edificare 5mila alloggi, ma non lo ha mai fatto. Allo stesso tempo la nuova giunta regionale è in grave ritardo nelle assegnazioni dei finanziamenti alle imprese e cooperative per la realizzazione degli alloggi. Il Campidoglio invece di esaltare accordi già definiti – conclude Ciocchetti – chieda conto alla Regione del blocco di questi provvedimenti, attesi da migliaia di famiglie».
E Marrazzo? Il presidente della Regione fa un'osservazione interessante: «La mancanza di case è il maggior termometro di disagio sociale, i debiti che si fanno per comprarne una trascinano verso l’usura ed il mondo della criminalità». Giusto. Dovrebbe però convincere per primi i suoi sodali - Verdi, Rifondazione e PdcI - i maggiori responsabili di un Piano regolatore generale che a tutto ha pensato meno che all’edilizia sociale sovvenzionata. Non è facile quadrare il cerchio anche per un anchorman navigato come lui.