Case Ater, la «svendita» continua

Tra i casi più eclatanti un appartamento di 104 mq al Flaminio alienato per 89mila euro

Centoquattro metri quadri in piazza Melozzo da Forlì al Flaminio per 89mila euro. Ottantadue metri quadri in piazza Santa Maria Liberatrice, nel cuore di Testaccio, per 59mila euro. Sono solo due degli «affaroni» realizzati dagli acquirenti delle case Ater, l’azienda regionale che gestisce le case popolari. E che continua a «svendere». È di ieri infatti la prova che la «liquidazione» è andata avanti anche nel 2007. Già, perché, come fa notare il capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti riformisti Donato Robilotta, «dall’inizio dell’anno a oggi su 506 appartamenti venduti dall’Ater di Roma oltre la metà sono di pregio».
L’elenco è fitto e come al solito fa sobbalzare per l’esiguità delle cifre. Alcuni esempi è lo stesso Robilotta a evidenziarli spulciando tra gli elenchi: «A maggio in via Paolucci De Calboli 8, 109mila euro per 108 mq; in via Oslavia 37, 89mila euro per 119 mq; a ottobre 2007 a piazza Melozzo da Forlì 4, 110mila euro per 124 mq; a settembre in via Timavo 15, a 104mila euro per 93 mq; in via di San Giacomo 25, 120mila euro per 127 mq; in viale delle Milizie 3, a 133mila euro per 100 mq; in via C. Montanari a 78mila euro per 70 mq; in circonvallazione Clodia 12, a 73mila euro per 114 mq». C’è tutta la Roma che conta: il centro storico (via di San Giacomo è molto vicina al Corso), Prati, Delle Vittorie, Flaminio, Testaccio. E poi la Garbatella, Ponte Milvio accanto a zone più periferiche: l’Ater è democratica, non fa differenze. Prezzi stracciati per tutti.
«Mi dispiace - accusa Robilotta - che il presidente della commissione casa, il collega Carapella, faccia ancora finta di niente e continui ad accusarmi invece di ringraziarmi di aver posto un problema vero, perché sono questi dati che hanno fatto capire che la legge regionale fortemente voluta da lui stava portando ad una vera e propria svendita, e questi dati hanno convinto la giunta regionale a emanare una delibera di blocco della vendita». Robilotta ha parole di ringraziamenti nei confronti del presidente dell’Ater Luca Petrucci, «che nonostante le maglie aperte della delibera di giunta sulla sospensiva, ha bloccato invece la svendita di tutte le case di pregio. La giunta però non faccia come i gamberi, e dopo aver fatto un passo in avanti non ne faccia due indietro. Occorre stabilire nella legge che le case di pregio vanno vendute a prezzo di mercato garantire solo ai legittimi affittuari di restarvi dentro se non possono comprare. Occorre però ristabilire legalità, cancellare la sanatoria e sancire che nelle case popolari ci sta solo chi ne ha diritto e stabilire anche che una volta stabilito un canone adeguato al reddito ed alla zona che chi non paga perde il diritto alla casa».