Case comunali, la delibera torna in aula

Qualche «svarione» nell’indirizzo politico. Un «fatto fisiologico», ammette il sindaco Gabriele Albertini, «è l’inconveniente di tutte le situazioni elettive nelle quali, quando termina il turno di guardia, le sentinelle aspettano l’alba. Ma anche gli altri intravedono nel futuro un argomento più significativo che non nel loro presente, e quindi il completamento del programma sembra passare in secondo piano rispetto alla propaganda per il ruolo che potranno assumere nel futuro governo della città». Morale a parte, Albertini richiama i suoi «soldati» all’ordine, dopo che la delibera per la vendita degli stabili comunali di via Cicco Simonetta e Cesariano è stata bocciata, e lunedì andrà al voto in aula quella su piazzale Dateo. Quel «fatto fisiologico», dunque, il sindaco intende ridurlo ai minimi termini: «Mi auguro di poterlo correggere, la città non può aspettare i bisogni della politica. Dobbiamo lavorare per le prossime generazioni, piuttosto che per le prossime elezioni. Mi sono impegnato a fare così e spero che anche i miei compagni di squadra facciano lo stesso». La vendita appena bocciata «è un atto di poco buonsenso - dice -, ma ci riproveremo perché la riteniamo una scelta corretta, e mi auguro venga fatta anche per piazzale Dateo».
Il capodelegazione di Fi Bruno Simini anticipa che «la delibera bocciata tornerà in giunta la prossima settimana, ma scissa in due, per semplicità e chiarezza». Sostiene che «non ci sono problemi di verifica politica sulla volontà di vendere gli stabili, si andranno a rivedere le aree in cui investire».