Case per coppie, anziani e per le emergenze: Dateo 5 cambia «facciata»

Il comune decide i criteri di assegnazione degli alloggi: nascerà anche un asilo nido

Un grande edificio residenziale dove possano convivere famiglie diverse, per condizioni sociali e di reddito. Ma anche un luogo dove concentrare servizi e attività economiche. Entro pochi mesi lo stabile, ancora in gran parte vuoto, di piazzale Dateo 5 tornerà a vivere. Con i suoi 157 alloggi di edilizia residenziale pubblica, i 18 locali destinati ad attività commerciali, l’asilo nido, il centro multiservizi e i sei mini alloggi per gli anziani.
Proprio ieri il Comune, proprietario dell’immobile, ha approvato i criteri di assegnazione delle case. Andranno ai cittadini che ne hanno più bisogno, soprattutto anziani, giovani coppie e portatori di handicap. Con l’obiettivo di sperimentare un mix abitativo, nel quale convivano condizioni socio-economiche eterogenee, per «scongiurare la concentrazione di situazioni di fragilità». Una parte degli alloggi sarà dunque destinata, a canone sociale, ai cittadini che ne hanno diritto in base alla graduatoria Erp comunale. Un’altra parte sarà affittata a canone moderato, sempre in base alla graduatoria Erp che viene aggiornata ogni sei mesi. Gli ultimi 50 appartamenti serviranno a fronteggiare situazioni di emergenza, «come sfratti o richieste di aiuto da parte di donne sole con figli che non sanno come fare», assicura l’assessore comunale ai Servizi sociali Mariolina Moioli. Trentacinque alloggi sono già abitati. Sono stati destinati, per un periodo di due anni prorogabile se necessario, agli sfollati di via Lomellina, rimasti senza casa dopo il tragico crollo del 18 settembre 2006.
«Nello stabile vivranno anziani e giovani coppie - continua la Moioli -, ma anche disabili e persone sole con minori che saranno seguite dai nostri servizi attraverso progetti di accoglienza e sostegno, perché si possa creare un modello positivo di integrazione e di housing sociale da esportare in altre realtà della nostra città». Piazzale Dateo è, dunque, «il “numero zero” di un modo di concepire l’edilizia sociale secondo gli indirizzi che l’amministrazione si è data. L’esperimento è importante perché stiamo cercando di aprire una strada nuova nell’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale», conferma l’assessore comunale alla Casa Gianni Verga. Un mix sociale e funzionale. Con asilo nido, centro multifunzionale, mini alloggi per gli anziani - «anche non autosufficienti, che qui potranno contare su servizi offerti in modo comunitario», afferma la Moioli - e 18 negozi e laboratori dove potranno tornare i commercianti trasferiti anni fa nei prefabbricati di corso Indipendenza. La sicurezza dell’edificio sarà garantita da apparati tecnologici e se necessario, conclude il vicesindaco Riccardo De Corato, «da tre o quattro operatori di portierato».