Le case d’oro travolgono il Trivulzio Trabucchi e cda verso le dimissioni

Il giudizio più tranchant della giornata è opera della Lega. «Letizia Moratti metta ordine in questa porcilaia». Tradotto: «Si alzi in piedi e faccia il sindaco, ordini un passo indietro ai vertici del Pat». Il capogruppo lumbard Matteo Salvini non avrebbe comunque votato la mozione depositata ieri in aula dal Pd per chiedere le dimissioni del presidente del Pio Alberto Trivulzio Emilio Trabucchi, travolto dallo scandalo di «affittopoli». Anche se la richiesta non cambiava. Ma la discussione in consiglio non è iniziata e a questo punto non ce ne sarà il tempo visto che - a meno di ripensamenti -, il consiglio di amministrazione dell’ente questa mattina si dimetterà in blocco. Voci che si sono rincorse per tutta la giornata. Ci si attendeva e non c’è stata una richiesta ufficiale da parte delle istituzioni. Ma sindaco e governatore ieri avrebbero sollecitato e dato il tempo ai vertici dell’ente di fare un passo indietro volontario.
Proprio casa della Moratti ieri è stato il quartier generale del Pdl per decidere come uscire da una vicenda che sollevato un polverone e rischia di avere ripercussioni anche sulla campagna elettorale. L’azzeramento del cda è sembrato il male necessario, il dietrofront di presidente e consiglieri lo scivolo più morbido. Il partito ieri ha frenato quindi sulla richiesta di dimissioni a Trabucchi. No ai processi mediatici. Formigoni ha suggerito di evitare «la caccia alle streghe. Noi vogliamo che sia ristabilita assoluta trasparenza e giustizia» puntualizza che «ci sono alcuni casi di privilegio che io stigmatizzo, che non dovevano accadere e che ovviamente devono ovviamente essere sanati», ma «vogliamo avere una valutazione completa e complessiva della situazione dopo di che decideremo». E ridimensiona la portata dello scandalo, «non c’è la valanga che qualcuno vuole descrivere, non tutto è irregolare anzi la maggioranza dei casi mi sembra assolutamente in regola». Più rigida nei toni ma non nella forma la linea del sindaco, «stiamo lavorando, naturalmente nessuna caccia alle streghe ma sicuramente la posizione mia e del Pdl come sempre è di rigore, trasparenza e massima serietà». La Lega «non è coinvolta in queste vicende - ha sottolineato invece Salvini -, una volta ho provato a chiedere al Pat un alloggio per una persona senza fissa dimora e non ci sono neanche riuscito. Ora siamo favorevoli alla nomina di un commissario per l’ente».
In mattinata la nota diffusa dal capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto chiede di spegnere le polemiche anche sul candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia (la compagna è tra gli affittuari del Pat) e concentrare «il confronto politico ed elettorale a Milano su ben altri temi». Trasparenza sulla modalità delle aste e delle vendite ha chiesto il presidente finiano del consiglio comunale manfredi Palmeri, che ieri proprio da Trabucchi ha ricevuto anche l’ultimo elenco delle compravendite rimasto ancora chiuso nella «cassaforte» del Pat. Ma sarebbe inutile ha sostenuto l’esponente di Fli «la ricerca di un fin troppo facile capro espiatorio» dopo il pressing fatto sullo stesso Trabucchi per ottenere le sue dimissioni. Temo fortemente che si voglia colpire l’anello debole della catena». Il segretario del Pd Maurizio Martina ha chiesto invece «subito e senza tentennamenti un commissariamento», prendendo di mira anche l’amministrazione (e tralasciando opportunamento che il candidato del centrosinistra è coinvolto da viicno nello scandalo).
Il passo indietro di presidente e cda aprirebbe nell’immediato a due ipotesi. La più rapida sarebbe la nomina di un commissario da parte di Comune e Regione per gestire l’ente nell’occhio del ciclone in un momento così delicato. Più lunghi i tempi del ricambio se venisse scelta la procedura di nominare i vertici passando per la pubblicazione di un bando pubblico.