Case, favorito chi acquista e meno chi vuole vendere

Compravendite immobiliari in calo ed erogazioni di mutui alle famiglie in corrispondente frenata. È la fotografia della dinamica del mercato nei primi nove mesi del 2008, sulla base delle rilevazioni dell’Agenzia del territorio e delle elaborazioni sui dati di Bankitalia fornite dall’Osservatorio mutui Unicredit Consumer Financing: al rallentamento delle transazioni, passate da 592mila a 508mila con un calo del 14%, fa riscontro la flessione dell’erogato ai privati per l’acquisto di immobili residenziali, sceso di circa il 6,9 per cento a 41.861 milioni di euro contro i 44.949 dello stesso periodo del 2007. Un andamento che dovrebbe portare il totale annuo delle erogazioni alle soglie dei 55mila milioni, a fronte di circa 700mila compravendite, 115mila in meno dell’anno precedente.
È l’effetto combinato della crisi, già in grado di limitare la capacità di spesa delle famiglie, e della stretta applicata dalle banche sulla concessione del credito. Ciò che si è riflettuto nella modesta crescita delle consistenze dei prestiti immobiliari, il cui ammontare alla fine di settembre ha raggiunto i 226.300 milioni con un incremento di 3 punti percentuali rispetto a tre mesi prima. Se al Nord la contrazione dei mutui concessi alle famiglie è in linea con il trend generale del mercato, è l’Italia centrale a registrare il calo più consistente (-10,5%), mentre le isole appaiono, grazie al balzo record della Sicilia (+11%), come l’unica area in controtendenza, capace di segnare complessivamente un aumento del 3,2%. I dati dell’Osservatorio assegnano poi all’Umbria la maglia nera tra le regioni, con un crollo del 22,7%, mentre da Abruzzo e Basilicata giungono i contributi più positivi al Meridione, che segna così un calo contenuto (-5,6%). Quanto all’incidenza dell’erogato sul totale nazionale, la Lombardia conferma il suo primato con il 24,2% dei prestiti immobiliari concessi alle famiglie, una quota superiore alla somma di quanto ascritto a Lazio e Veneto, che seguono nella relativa classifica. E capeggia pure la graduatoria delle sofferenze riconducibili al settore, che Bankitalia indica in 5,6 miliardi, pari al 2,5% delle consistenze, con un tasso di default prossimo all’1,3 per cento. Sul fronte dei prezzi degli immobili residenziali, il 2008 dovrebbe suggellare una contrazione media compresa tra il 3% e il 5% in termini reali, mentre per l’anno in corso la previsione è di un calo ulteriormente accentuato. Per l’ufficio studi di Gabetti anche nel 2009 il numero delle compravendite è destinato a ridursi, specie nei centri medi e piccoli, mentre il calo dei prezzi dovrebbe invece colpire di più le grandi città, in un quadro di mercato che si annuncia, complice la discesa dei tassi di riferimento a ridosso del 2%, più favorevole per chi compra casa rispetto a quanti la vogliano vendere.DLM