Case di lusso, si vendono (ma con lo sconto)

Il mattone è ancor un bene di rifugio? Se parliamo di appartamenti di pregio nelle vie centrali di Milano, sicuramente sì. I milanesi investono ancora negli appartamenti di lusso, però sono alla ricerca dell’affare, e la richiesta di sconto aumenta. «C’è tantissima domanda», spiega Gabriele Torchiani, direttore commerciale di Tirelli&Partners, ieri alla presentazione dell’Osservatorio sulle residenze esclusive a Milano (realizzato da Tirelli&Partners e Nomisma sui dati relativi al primo semestre 2011). «In una situazione di incertezza generale, il mattone di pregio resta l'investimento più sicuro, ma chi compra chiede prezzi ragionevoli». Perché le cifre proposte da chi vende sono esagerate, «non in linea con il momento attuale, e se si ha la capacità di negoziare un prezzo ragionevole si fanno ancora buoni affari». Così se i prezzi delle case di pregio sono rimasti più o meno invariati (sono scesi dell'1,2%, contro il 6,6 degli immobili «normali»), la richiesta di sconto da parte di chi compra è aumentata vertiginosamente.
Certo, perché la crisi si sente anche nelle vie del lusso e nelle zone di Milano dove le case non si vendono sotto il milione di euro e dove per un metro quadro non si sborsa meno di 7.500 euro (ma in media un immobile di pregio ne vale almeno 10,5). Dal centro storico al Quadrilatero della moda, dalla zona Brera-Garibaldi a corso Magenta, da corso Venezia, piazza Duse, via Manin fino ai quartieri del futuro (Porta Nuova e City Life), passando per le altre zone milanesi dove ci sono case di altissimo livello: le case si vendono solo a un prezzo giusto. E se l'anno scorso i compratori chiedevano uno sconto del 5%, oggi arriva fino al 10% («ma poi si negozia intorno all'8»). Insomma, il valore dello sconto aumenta del 60% rispetto al primo semestre dell'anno scorso.E poi chi acquista vuole una casa di qualità, mentre spesso anche gli immobili più prestigiosi sono vecchi, poco funzionali, e spesso non sono all'altezza (anche perché a Milano il mercato propone quasi solo «l'usato», e «se non si costruisce il mercato non si muove»).
Così, se nelle zone del centro storico e corso Venezia, la domanda è diminuita, perché «è la zona più mummificata, anche dal punto di vista della vita sociale», e soprattutto perché qui le case possono arrivare addirittura a 22mila euro al metro quadro (18mila nel Quadrilatero, 14mila in corso Venezia, la media comunque è sui 16mila). In zone di recente ristrutturate come Brera e corso Garibaldi le vendite invece sono aumentate del 30%. Qui ci sono appartamenti di taglio medio-piccolo, adatti a tutte le tasche, la zona è più viva, e «anche la pedonalizzazione ha contribuito a renderla più appetibile». Si compra sì, ma si sta anche più attenti, perché se una volta si riusciva a vendere un appartamento nel giro di 3 mesi, in questo periodo «il tempo medio di giacenza dello stock di immobili è di 8,4 mesi», commenta Marco Tirelli, senior partner di Tirelli&Partners. Dunque, in altre parole, alcuni appartamenti possono rimanere invenduti per oltre un anno. Non è il caso dei grattacieli di Porta Nuova e di City Life, dove quasi tutti i lotti messi sul mercato sono stati venduti, nonostante i milanesi siano molto tradizionalisti. E se a Milano le vendite agli stranieri cono in forte calo, per contro invece molti italiani (milanesi in testa) tendono a comprare all'estero, soprattutto a Londra, conclude Tirelli, «dove si sta assistendo a un vero e proprio boom di acquisti da parte degli italiani».