Case popolari, abusivo un inquilino su dieci

(...) La sottocommissione del settore Sicurezza ha appena avviato i lavori, istituita con la mozione bipartisan firmata dai consiglieri Carmela Rozza (Ulivo) e Barbara Ciabò (An), e presieduta da Armando Vagliati di Fi. Questi gli obiettivi a medio termine: «Entro dicembre contiamo di pervenire a un censimento generale del pacchetto abitativo a disposizione - spiega Vagliati - tra alloggi affittati, sfitti, indisponibili, occupati regolarmente o abusivamente. Intanto arriveremo a stilare un’anagrafe degli inquilini per tipologia familiare, fasce di età e di reddito. Lo stesso deve riguardare i Contratti di quartiere». Entro la primavera del prossimo anno l’amministrazione sarà in possesso del quadro zona per zona, via per via, addirittura per numero civico. Lo screening completo rappresenta una condizione indispensabile per venire al nodo principale: lo sgombero degli abusivi e l’eventuale sanatoria, che si promette «limitata» a situazioni eccezionali.
Il segmento dell’abusivismo resta il terreno più scivoloso. C’è chi ha un contratto temporaneo ormai scaduto, chi ha convissuto con un anziano deceduto prima dei due anni necessari a maturare il diritto a subentrare, chi risulta irregolare per bisogno o indigenza, chi vive in una casa popolare pur avendone un’altra di proprietà, infine chi subaffitta o cede le chiavi ad altri in cambio di denaro dopo essersi trasferito altrove. E poi c’è la malavita organizzata, che lucra fino a 2mila euro per ogni segnalazione di un appartamento vuoto (fenomeno cresciuto a tassi esponenziali negli ultimi anni), coi clan familiari a impadronirsi di interi stabili. Galassia varia e destinata ad accendere il dibattito politico. Eppure, per ora, affermano in coro da destra e da sinistra: «I delinquenti saranno sgomberati, così come chi risulta già proprietario di una casa; occorre smontare il sistema del racket cominciando a ridurre il numero dei locali per troppo tempo sfitti o in via di ristrutturazione. Mentre chi è abusivo per necessità sarà inserito nella graduatoria di assegnazione senza danneggiare coloro che attendono ancora risposte. Per tutti gli altri casi la segnalazione in Procura dovrà essere immediata».
Impegni a cui Aler risponde con i numeri: «Le occupazioni abusive nel 2006 sono 311, gli sfratti eseguiti 444. In totale gli abusivi sono 2.769 pari al 6,6% del nostro patrimonio. Altre 422 abitazioni sono sfitte perché inagibili, oppure oggetto di riqualificazione. Il settore di vigilanza e tutela è stato potenziato, non vogliamo “zone franche” nei quartieri popolari». L’Ispettorato Aler per la Sorveglianza dei quartieri, che provvede a sventare le occupazioni in flagranza, ha un costo di 2 milioni di euro all’anno, spesso a discapito di altri interventi per la lotta al degrado.
Adesso la giunta promette di destinare nuovi organici delle forze dell’ordine - lo prevede il Patto per la Sicurezza della Città metropolitana - da impegnare principalmente nei contesti periferici e popolari. Presto il volto della clandestinità tra le mura domestiche potrebbe cambiare. Magari al punto da convincere gli improvvisati «sceriffi del pianerottolo» a deporre le armi.