Case popolari, un buco nero Tanti abusivi e prezzi irrisori

È di 86,27 euro il canone medio delle case popolari a Roma. Un dato intermedio tra i 42 euro di Napoli e i 160 euro di Bolzano. Dati contenuti nella relazione della Corte dei conti, elaborata sulla base dei risultati delle indagini in materia di edilizia residenziale pubblica svolte dalle singole sezioni regionali di controllo della stessa Corte. Dati confermati dal presidente dell’Ater Roma Luigi Petrucci: «Attualmente sugli oltre 52mila alloggi Ater di Roma poco meno di 12mila inquilini pagano circa 101 euro mensili mentre sono quasi 20mila a pagarne tra i 10 e i 60 euro». Stupisce il canone minimo capitolino, che è di 7,75 euro. Due pacchetti di sigarette al mese. Sempre meglio città come Bolzano e Campobasso, dove c’è chi paga zero. Avete letto bene.
In realtà anche da noi c’è chi non paga affatto. Perché il 6,73 per cento degli edifici di edilizia residenziale pubblica è occupata da abusivi. «La vera emergenza per gli alloggi Ater - conferma il presidente dell’associazione inquilini-proprietari dell’Ater-Iacp di Roma, Anna Maria Addante - è rappresentato dall’abusivismo, ci auguriamo che con l’attuazione della sanatoria la situazione possa migliorare: occorrono più controlli». L’ultimo censimento dell’Ater del 2005, per la sola Roma, individua circa 11mila casi di abusivismo. «Esistono due tipi di abusivismo spiega Addante -. Il primo riguarda i familiari del soggetto a cui è stato affidato l’immobile. Vengono messe in atto “successioni” tra padri e figlio. Il secondo, e a mio modo di vedere più inquietante, riguarda quello del mercato nero: vere e proprie compravendite in barba a qualsiasi regola. Ed è proprio su questo fronte che occorre intervenire con maggiore urgenza». Altro problema quello della morosità. A Roma, secondo i dati Ater, sono stati circa 23mila gli inquilini morosi che hanno aderito alla transazione grazie alla quale è stato possibile recuperare circa 22 milioni di euro.
Se gli affitti (quando ci sono e quando vengono pagati) sono decisamente fuori mercato, ancora di più lo sono le vendite delle case popolari, che negli ultimi anni sono state migliaia. A prezzi irrisori. «Lo studio dalla Corte dei conti sulle abitazione Iacp ed ex Iacp - afferma il presidente dell’Ater Roma, Luca Petrucci - conferma che per Roma il vero problema riguarda le cifre assolutamente fuori mercato a cui vengono vendute queste case. La legge regionale in vigore non ci permette di intervenire in modo adeguato. Siamo costretti a registrare vendite di immobili di pregio a prezzi che sfiorano il ridicolo come ad esempio un appartamento in via Timavo, sul lungotevere, che è stato venduto per 100mila euro quando il prezzo di mercato in quella zona supera i 1,5 milioni di euro. Questo discorso vale anche per altre zone come Testaccio e Garbatella dove il valore dei nostri immobili è fissato sui mille euro a metro quadro».
Rimedi a quella che chiunque abbia affittato o acquistato una casa a prezzi di mercato trova un’ingiustizia insopportabile? «Per porre rimedio a queste situazioni - dice l’assessore regionale ai Lavori pubblici e politica della casa Bruno Astorre - e in attesa di una riforma organica dell’edilizia residenziale pubblica il Lazio ha emanato leggi come quella approvata dal consiglio regionale il 4 luglio scorso, che interviene soprattutto sulla questione delle vendite e in particolare sui criteri di formazione del prezzo e sui soggetti a cui può essere disposta la vendita».