«Case popolari solo per chi è in regola»

Dare una casa a chi è in regola ma usare il pugno di ferro contro gli abusivi. Questa la linea sostenuta dell’assessore lombardo alla Protezione civile Stefano Maullu per risolvere il problema dei rom una volta per tutte.
Assessore Maullu, come evitare altre scene in stile via Rubattino, dove i rom hanno occupato perfino la chiesa?
«Innanzitutto continuare con la politica degli sgomberi e smantellare tutti i campi abusivi. E poi togliere dalla strada i rom italiani, quelli che sono in regola».
Come?
«Possono partecipare ai bandi per le case di edilizia popolare, in quanto nullatenenti a reddito zero».
L’assessore Boni sostiene che questo sia uno schiaffo morale alle famiglie lombarde che da anni aspettano una casa.
«Se un nomade è italiano ed è in regola va trattato da cittadino italiano».
Con gli altri rom invece?
«Chi è abusivo se ne deve andare. E poi dobbiamo cercare di eliminare la cultura dell’illegalità, di spezzare la logica dei clan».
Impresa non da poco.
«No, ma si può fare tanto già attraverso la scolarizzazione dei bambini. Garantiamo assistenza ai minori ma puniamo in maniera forte chi delinque».
Le risorse per farlo ci sono?
«L’ordinanza Maroni mette a disposizione 13,5 milioni di euro per eliminare i campi e allontanare gli abusivi. Sono per la legge Besson, come in Francia, per un metodo che utilizzi il bastone e la carota».
Ci spieghi meglio.
«Vanno benissimo gli incentivi per chi si vuole integrare ma ci vuole il pugno di ferro per tutti gli altri. Vanno bene i campi rom solo se sono di transito. Se poi un rom vuole rimanere qui deve cercarsi una casa».
Dice questo a fronte dei suoi sopralluoghi nei campi?
«Sì, bisogna stare attenti a confondere lo stato di necessità con l’astuzia di chi alleva i figli nel degrado, giocando poi al ruolo di vittima. I bambini sono gli unici che pagano questa vergogna».