Case di riposo, il calvario delle liste d’attesa

(...) che sul territorio regionale risulterebbero tempi di inserimento assai lunghi, anche oltre i due anni di attesa dalla presentazione della domanda.
«È scandaloso che vi siano tempi così dilatati - continua Matteo Rosso che ha inviato decine di lettere a tutti i direttori generali delle Asl e ai distretti socio-sanitari per avere l’elenco degli assistiti che hanno chiesto di essere inseriti in una Rsa - l’assistenza residenziale ai soggetti anziani non autosufficienti rientra nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza definiti dalla normativa vigente. Tempi di attesa così lunghi di fatto non assicurano il dovere istituzionale di fornire prestazioni ritenute essenziali dal legislatore e finanziate nell’ambito del finanziamento sanitario».
Da qui la richiesta a governatore e assessore alla salute di dare direttive a tutte le aziende sanitarie locali perché pubblichino presso le sedi distrettuali e i vari sportelli della Asl i dati relativi alle liste d’attesa per gli anziani non autosufficienti. E in particolare quelli relativi alla data di presentazione della domanda e quelli della data di inserimento nelle liste. Non solo, le aziende sanitarie devono poi provvedere ad aggiornare ogni mese i dati in modo da dare la possibilità all’assistito di verificare e controllare la propria posizione. Il tutto nel pieno e assoluto rispetto della privacy.
Così come nell’assoluto e completo rispetto dei dati sensibili deve essere applicata l’altra proposta del pidiellino, ovvero la possibilità di attribuire ad ogni paziente «un codice personale univoco e permanente il cui riferimento è conosciuto solo dai diretti interessati. In questo modo si potrà assicurare la confrontabilità dei dati nel tempo».
«Così si potrà per lo meno fornire un sistema che garantisce la trasparenza sulla situazione esistente - conclude Rosso - che risulta assolutamente negativa e carente e questo non tanto per via della difficoltà di bilancio del sistema sanitario regionale, ma quanto piuttosto ad una criticabile ripartizione delle risorse finanziarie disponibili messa in atto in questi anni che hanno portato alla attuale situazione di pesante stallo e grave disagio per i pazienti».