Le case di riposo lombarde sbarcano in Cina

nostro inviato a Shanghai

Dal passaggio del testimone tra Shanghai e Milano non sono ancora passate 24 ore. Ma il governatore sfodera la politica del fare lombardo: «Non bisogna sedersi sugli allori, confermo che non siamo in ritardo ma non fermiamoci, teniamo presente che dobbiamo riempire 184 giorni di eventi, sull’area e anche fuori». Avanti marsh. La corsa per Expo 2015 è partita, e Roberto Formigoni - che ieri ha anticipato di un giorno il rientro per il maltempo (e per affrontare l’eventuale emergenza una volta atterrato a Malpensa) -, da Pechino tira un bilancio della missione istituzionale in Cina e dell’Expo che dopo il passaggio di consegne alla cerimonia di chiusura dell’edizione 2010 a Shanghai, entra nel vivo. Il sindaco Letizia Moratti due giorni fa aveva puntato l’attenzione sull’importanza di padiglioni che siano contenuto, ma anche contenitore. Bene la vetrina, ma il presidente ieri ha ribadito che «dobbiamo puntare a portare in giro la gente nella città, con tanti eventi, spettacoli, mostre. Il nostro visitatore tipo deve fermarsi a Milano almeno sei giorni, quindi deve partire subito il confronto con i tour operator per arrivare alla meta con pacchetti turistici ad hoc». E talmente allettanti da convincere gli stranieri ad attraversare mezzo mondo per raggiungere l’esposizione e allungarsi in una vacanza tra la Lombardia e il resto d’Italia.
Dopo cinque giorni, ieri la missione di Formigoni ha fatto tappa a Pechino con un obiettivo ambizioso, esportare in Cina il modello del welfare lombardo. Che si traduce in case di riposo per gli anziani non autosufficienti e bonus per le famiglie che decidono di assisterli più a lungo all'interno del nucleo. Ne ha parlato prima con il viceministro per gli Affari civili (l’equivalente dei servizi sociali) Chuanchu Sun e dopo nell'incontro privato con Guo Jinlong, sindaco di Pechino, terza città più grande della Cina con 17,5 milioni di persone. Un Paese dove l’emergenza invecchiamento rischia di raggiungere livelli record: oggi sono il 12,5% della popolazione - 167 milioni di anziani -, ma secondo le stime diventeranno oltre 200 milioni nell'arco dei prossimi cinque anni. Il governo sta pensando ad un piano da 100 miliardi di euro nei prossimi 3-5 anni da investire sul settore del welfare e «per realizzare case di riposo e corsi di formazione degli educatori - anticipa Formigoni - si avvarranno sia dell’intervento dello Stato che del privato, cinese e non». Un piatto ricco, su cui si sono buttati, con la mediazione della Regione, diverse aziende e fondazioni lombarde pronte a partecipare alla realizzazione delle strutture. Si sono fatte avanti, tra le altre, la Fondazione Don Gnocchi, Allianz Helath Care, Gi Group, Fondazione Maugeri, Digital System Computer, Cooperativa servizi riabilitazione. Capofila, la fondazione lombarda Monserrate (nata a Milano e presente a Pechino dal 2003) presieduta da Chiara d’Imporzano che ha annunciato ieri la nascita di un nuovo polo formativo presso il centro Haiqiao di Pechino. Per la prima volta nella storia, la Cina mette nero su bianco la collaborazione con una fondazione estera, accettando di fare squadra per costruire un nuovo modello di assistenza riservato agli anziani. Il centro, spiega Formigoni, «non si limiterà a formare gli operatori ma andrà a costituire gruppi di formatori che permetteranno la diffusione dei modelli socio-assistenziali sperimentati in Lombardia. Dopo l’incontro con il sindaco di Pechino (che lo ha definito «un amico di vecchia data»), Formigoni ha partecipato alla cena offerta dall’ambasciatore italiano in Cina Riccardo Sessa. Prima di imbarcarsi sul volo, che lo riporterà dritto nelle polemiche che stanno scuotendo la politica nazionale, l'attacco al premier Silvio Berlusconi nella vicenda che vede coinvolta anche la consigliera lombarda Nicole Minetti.