Case sfitte, Action impone la «sua» legge

Marcello Viaggio

La Confedilizia scrive al Ministro Pisanu: il Governo condivide le requisizioni di Serra? Intanto nuovo blitz di Action nel IX Municipio. E sboccia l’idillio fra D’Erme e il sindaco Veltroni.
Ormai sull’emergenza casa siamo all’anarchia. Carta straccia le graduatorie di assegnazione, la stessa proprietà privata del mattone rischia di franare clamorosamente, Roma è nelle mani di Action. Inutile farsi venire dubbi. Tempi, modi e nomi delle assegnazioni di un tetto, per chi ne è alla ricerca disperata, o per chi cerca una scorciatoia, sono nelle mani di un gruppo di Disobbedienti, ai quali con il tempo Veltroni ha concesso tutto. Ieri mattina l’ennesimo colpo di mano di Nunzio D’Erme. Attivisti di Action insieme ad un gruppo di sfrattati hanno okkupato un locale del IX Municipio per aprirvi l’ennesimo Sportello casa. La stanza era stata assegnata ai Disobbedienti, all’insaputa di tutti, da un’ordinanza del presidente del Municipio, il Verde Maurizio Oliva. Contro Action il giorno prima in consiglio municipale An aveva presentato un ordine del giorno. Con il centrosinistra in evidente crisi, l’ordine del giorno era passato, bocciando a larga maggioranza l’ordinanza di Oliva. Tutto inutile, però. Ieri Action, con la consueta parata di striscioni, tamburi e megafoni, ha fatto irruzione in via Fortifiocca e si è preso quanto pattuito con Oliva. Con tanti saluti al voto del giorno prima.
Intanto fra Veltroni e D’Erme è scoccato il colpo di fulmine. La lista Arcobaleno no global, se si farà, alle elezioni sosterrà apertamente il sindaco uscente. Sarà l’atmosfera di San Valentino, sta di fatto che ieri D’Erme ha dichiarato: «Bertinotti ha fatto il suo tempo, meglio Veltroni. Un sindaco come lui permette agibilità del confronto e dialettica politica». Che, tradotto dal politichese, significa: nessuno come Veltroni ci fa fare quello che ci pare.
È invece guerra dichiarata fra il prefetto Achille Serra e le associazioni della proprietà edilizia. Martedì 14 febbraio, la Confedilizia ha scritto al ministro degli Interni Pisanu: «Confedilizia e Appc (Associazione piccoli proprietari case) intervengono sulle dichiarazioni del Prefetto di Roma che ha prospettato l’ipotesi di procedere alla requisizione di immobili privati sfitti da destinare a 250 rifugiati politici. Chiediamo al ministro dell’Interno - scrivono le associazioni - se quelle che porta avanti il prefetto Serra sono direttive del governo o iniziative che il governo condivide. In caso positivo, dovremmo solo dire che Rifondazione non è, nell’attuale panorama politico, isolata». Parole dure all’indirizzo di Serra arrivano in particolare dall’architetto Paolo Pietrolucci, presidente romano di Confedilizia: «Si è parlato più volte di requisizioni, di risarcimenti ai proprietari. Due termini che suonano male. Si viola la Costituzione, la requisizione potrebbe giustificarsi solo in presenza di un gravissimo terremoto o di una inondazione. Quello che meraviglia è che a parlare di requisizione sia una persona seria come Serra». Il prefetto si è giustificato con lo status di rifugiati politici per 250 stranieri... «L’accoglienza di stranieri per motivi politici è una cosa programmata, non una emergenza. La legge Bossi-Fini regola il flusso degli stranieri, mi pare. No, la sortita di Serra non ce la spieghiamo». Come vede l’ipotesi di pagare un risarcimento ai proprietari delle case requisite? «È un risarcimento chiaramente non concordato, visto che prima si prende e senza nessun accordo. Sono cose che fanno rabbrividire. Ci siamo rivolti al governo, vediamo che risponderà Pisanu. Serra avrebbe fatto marcia indietro? Avrebbe detto di essere stato male interpretato? Non so, il prefetto quelle cose le ha dette più volte. Alla terza volta ci siamo mossi».