Casella Il trenino su un binario morto

Direttore, vorrei spendere due parole per il Trenino di Casella. Dopo essere stato ben gestito da tanto tempo improvvisamente pare che la situazione sia sfuggita di mano e ha cominciato a navigare in cattive acque fino a che a tutt'oggi pare sia stato inglobato dall'Amt (correggetemi se sbaglio). Non so quale delle due parti in campo sia la favorita visto che anche l'Amt naviga molto male da tempo.
Il Trenino di Casella potrebbe essere considerato il fiore all'occhiello per una presentazione un po’ particolare della città di Genova a livello turistico e naturalistico toccando molte zone delle alture genovesi che un turista raggiungerebbe con difficoltà. Il trenino dà la possibilità anche di arrivare ai forti, vecchia cinta genovese a nord di cui si potrebbe parlare a valanga in quanto patrimonio artistico antico secondo me da considerare e mantenere come una reliquia. Esistono altre città d'Italia e non solo che valorizzano questo tipo di strutture e costruzioni. A Genova la base di partenza per una visita ai forti è il Righi costituito ahimé da tanti spazi verdi trasandati e lasciati gestire o non gestire dal Comune che con la scusa di non avere soldi per questo e quello fa acqua da tutte le parti e non costruisce nulla di buono.
È un peccato dover constatare tale situazione di stallo. Senza contare che potremmo farne anche una questione di esteriorità, di apparenza. Sarebbe buona cosa che la città si presentasse linda, pulita, ordinata, accogliente dal punto di vista turistico. È un po’ come se non ci interessasse della cura verso la propria casa. Si tratta di una sensazione di benessere che dovrebbe coinvolgerci in toto.
Mi piacerebbe che si ponesse l'accento su tale aspetto.
Grazie e cordiali saluti.