Caselli, aeroporti e stazione: tutti in coda

Daniela Uva

È stata una giornata all’insegna del traffico. I milanesi al rientro in città dopo il lungo ponte del 2 giugno hanno passato in coda gli ultimi scampoli di vacanza. Immensi serpentoni si sono formati lungo le principali arterie che dai luoghi di villeggiatura portano verso le città del Nord.
E così tornare dalla Riviera ligure, dalla Toscana, dalla costiera romagnola, dal Veneto e dai laghi ha messo a dura prova la pazienza di milioni di automobilisti.
Inutile l’appello della Società Autostrade di posticipare la partenza alle ore serali. Il traffico è stato consistente fin dalla prima mattinata e si è intensificato soprattutto nel tardo pomeriggio, quando hanno cominciato a formarsi lunghe code anche alle barriere di ingresso in città.
Nonostante l’enorme flusso di automobili, fortunatamente non ci sono stati gravi incidenti. Soltanto molti disagi, tanto che la prefettura di Imperia ha consigliato a tutti i viaggiatori di non muoversi senza abbondanti scorte di acqua o di altre bevande.
Il primo vero ponte dell’estate non ha creato problemi negli aeroporti milanesi. Fra Linate e Malpensa sono transitati circa centomila passeggeri, un dato assolutamente nella norma per le due aerostazioni. «È stata una giornata molto intensa e impegnativa - fanno sapere dalla Sea - ma la situazione è rimasta sempre tranquilla. Non c’è stata nessuna paralisi o congestione».
I milanesi che hanno approfittato della Festa della Repubblica per andare in vacanza sono stati centinaia di migliaia. Molti di loro hanno deciso di viaggiare in treno per sfuggire agli inevitabili ingorghi autostradali. «Fra arrivi e partenze - confermano i responsabili di Trenitalia - nella stazione Centrale di Milano sono passate circa 600mila persone, anche se è difficile fare una stima precisa. È stata una giornata piena, la stazione è stata molto affollata, ma non si è verificato nessun problema. Il movimento più intenso della norma non ha provocato alcun disagio».
Insomma, la prima vera prova generale dell’estate può dirsi superata. In attesa dei prossimi mini-esodi.