Caselli ammette: «Mai creduto al bacio tra Andreotti e Riina»

Passa il tempo e certe convinzioni cominciano a vacillare. Passa il tempo ed emergono le titubanze di ieri, mascherate dietro certezze granitiche. A squarciare il velo del silenzio è stato Giancarlo Caselli (nella foto) nel libro di Massimo Franco dal titolo «Andreotti - La vita di un politico la storia di un’epoca» (Mondadori, pp.371, 20 euro). Ebbene, proprio sul conto del senatore a vita, il capo della Procura di Torino, pur restando ancorato alle ragioni che lo spinsero a inquisire il più volte premier democristiano, ammette che la storia del bacio non convinceva neanche i giudici. «Già dall’inizio la storia del bacio, sulla base delle comuni conoscenze del carattere riservato del senatore, ci sembrò inverosimile» si viene a sapere oggi, a molti anni da quel processo, poi conclusosi con l’assoluzione di Giulio Andreotti dalle accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso. Insomma il bacio era un elemento mediatico: capace di far sognare, di generare aspettative e suggestioni e anche i processi sembrano non sottrarsi a queste logiche e a questi appeal. Anche se di mezzo ci sono Andreotti e Riina, non certo Angelina Jolie e Brad Pitt...