Caselli fa l’agente di scorta a don Ciotti

Capita che in Liguria due presidi rifiutino di ospitare nei loro licei i dibattiti antimafia organizzati dall’associazione «Libera» di don Luigi Ciotti. Motivo? La scorta del prete. Lui, dopo anni di battaglie in prima persona, è costretto a vivere sotto la tutela della polizia. Loro, i presidi, gli agenti in classe preferiscono non farli entrare: temono che la loro presenza crei situazioni di pericolo per gli studenti. Un paradosso, quello del disordine che potrebbe derivare dai garanti dell’ordine, che ne ha creato un altro, con gli studenti a promettere disordine a scuola per far entrare le forze dell’ordine. Nel frattempo, in difesa di don Ciotti è sceso anche l’amico di sempre, Gian Carlo Caselli. Il procuratore di Torino ha scritto una letteraccia aperta al Secolo XIX. Un avvocato difensore d’eccellenza. E un agente di scorta in più.