Caserta, sgominata banda del narcotraffico

In arresto un’intera organizzazione composta da 32 extracomunitari del Mali
e della Costa D’Avorio: importavano la droga dall’Africa. Avevano base a
Castelvolturno, da dove gestivano lo smercio sulle principali piazze italiane. Pagavano il pizzo al clan dei Casalesi

Caserta - Un’organizzazione di narcotraffico composta da 32 persone, principalmente extracomunitari del Mali e della Costa D’Avorio, è stata smantellata dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta. I trafficanti, che importavano la droga dall’Africa attraverso la rotta parigina, avevano la propria base a Castelvolturno, da dove gestivano lo smercio di stupefacenti su diverse piazze italiane: Firenze, Prato, Bergamo, Caserta ed il basso Lazio. L’attività criminale veniva "autorizzata", dietro pagamento del pizzo, dal clan dei Casalesi. Numerosi nel corso delle indagini, durate oltre un anno, i sequestri di droga e gli arresti condotti in flagranza di reato.

L'organizzazione sgominata L’organizzazione di trafficanti di droga era composta da 32 presunti affiliati all’organizzazione, per la maggior parte di extracomunitari provenienti dal Mali e dalla Costa d’Avorio. I trafficanti importavano la droga dall’Africa seguendo la rotta parigina. La loro base era a Castel Volturno, località del litorale domizio dove la notte del 17 settembre dello scorso anno fu commessa una strage di extracomunitari (6 uomini uccisi) ad opera del gruppo di fuoco del clan Setola, poi arrestato con tutti i suoi uomini nel corso degli ultimi mesi. I trafficanti gestivano lo spaccio in principali piazze italiane: non solo il casertano ma anche il basso Lazio, Firenze, Prato e Bergamo. Nel corso delle indagini i militari hanno sequestrato in diverse occasioni diversi quantitativi di droga.

Il consenso dei Casalesi Il traffico avveniva con il consenso della cosca dei Casalesi, ai quali gli africani pagavano una tangente. E' proprio per essersi rifiutati di pagare il pizzo in passato, che, Setola organizzò la strage di Castelvolturno per dare una "lezione" ai ribelli.