Casilino Per la bomba 6mila evacuati

Verrà fatto brillare stamattina in una cava poco fuori Roma l’ordigno della II guerra mondiale trovato in un cantiere per l’ampliamento dell’ospedale Casilino, nella zona di Tor Tre Teste, dove saranno sgomberate 6mila persone. Le operazioni di bonifica della bomba di aereo, una HE GP, di 250 chilogrammi di tritolo di fabbricazione americana, in cattivo stato di conservazione, saranno fatte dal sesto reggimento Genio pionieri dell’Esercito e scatteranno alle 10. Ieri mattina è cominciato il trasferimento dei malati del nosocomio, ieri in tutto venti, che sono stati trasportati nell’ospedale di Tor Vergata mentre l’evacuazione dei residenti nella zona, per un raggio di circa 350 metri dal punto dove si trova l’ordigno, inizierà domattina. Le operazioni verranno coordinate da un centro operativo misto allestito nella caserma dell’XI battaglione trasporti Flaminio. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Regine Lazio Piero Marrazzo seguiranno sul posto le operazioni di sgombero. I malati sono stati trasferiti con una staffetta di ambulanze dell’Ares 118 e «hanno collaborato completamente» ha detto il direttore sanitario del policlinico Casilino Antonio D’Urso. In ospedale ieri sera c’erano ancora sei neonati, sei pazienti in terapia intensiva e due in unità coronarica. Tutti trasferiti all’alba. L’inizio delle operazioni sarà annunciato dal suono di una sirena. «L’idea che domani (oggi, ndr) ascolterò la sirena dell’allarme mi emoziona perché ricordo, da bambina, quando risuonava per avvisare dell’inizio dei bombardamenti dell’aviazione tedesca: quello è un suono che non dimentichi» hanno detto alcuni anziani residenti che domani dovranno lasciare la casa. Gli abitanti che non hanno un luogo dove poter trascorrere le ore di esilio verranno ospitati in un centro di accoglienza allestito nella caserma di via Casilina 1014, dove il Campidoglio ha allestito sale ristoro, sale cinema e servizi igienici. Saranno impiegate 160 unità di polizia municipale, 80 operatori comunali, 150 volontari di protezione civile, 6 operatori dei servizi sociali. Approntate anche linee telefoniche per dare informazioni ai cittadini. Predisposte 30 squadre comunali e di volontari, servizi-navetta nei punti di raccolta; il trasporto per persone non autosufficienti o diversamente abili; mezzi per il trasporto di animali domestici. L’Atac devierà le linee di trasporto nella zona.