Casini ai cattolici: «Sporcatevi le mani in politica»

Francesca Angeli

da Roma

«I cattolici devono darci una mano, trovando il coraggio di sporcarsi le mani con la politica». Pier Ferdinando Casini festeggia il suo cinquantesimo compleanno cercando di scrollarsi di dosso l’immagine di delfino e le stigmate dell’eterna promessa. Esorta i cattolici a «sfatare i pregiudizi e leggende» e dice la sua su tutti i temi più caldi nel dibattito politico: famiglia, aborto, lavoro, etica e bioetica. La platea che lo ascolta attenta è quella del Congresso del Movimento Cristiano dei lavoratori. Sono loro, dice Casini, che devono impegnarsi «per sfatare pregiudizi e leggende sui cattolici, anche quelle contro di noi» perché, «è finito il collateralismo ma in termini di corresponsabilità siete chiamati anche voi a dare una mano a noi politici, avendo il coraggio anche di sporcarsi le mani nella politica».
È ovvio, aggiunge, «che nessuno può avere la pretesa di rappresentare la Chiesa in politica. E chi lo pensasse sarebbe un cattivo cattolico-cristiano oltre che un cattivo politico». Casini non manca di dare una stoccata ai doppiopesisti «che giudicano positivamente eventi come la marcia di Assisi o le prese di posizione dei vescovi sulla devolution» quando, evidentemente, fa comodo al loro disegno politico mentre poi considerano «pericolose ingerenze quelle dei vescovi quando parlano di diritto alla vita e di fecondazione», riferendosi in particolare a Fassino e compagni.
Dopo aver liquidato i cattolici intermittenti e quelli dell’ultim’ora, il presidente della Camera compie un altro passo avanti verso la definizione del suo profilo di leader politico, alternativo anche all’interno del centrodestra. «In Italia una politica per la famiglia non si è mai fatta - dichiara -. Non l’ha fatta Prodi, non l’ha fatta Berlusconi e dobbiamo dire con onestà che non la fatta fino in fondo nemmeno la Dc». In una battuta liquida la sua casa madre, l’attuale capo del governo e quello, forse, della prossima legislatura. E qual è la formula magica trovata da Casini per dare risposte che fino ad ora sono mancate? «Domani (oggi, ndr) presenterò proposte concrete su questo tema, - dice - le modifiche inserite in Finanziaria sono solo l’inizio». Il modello è quello francese che «mi ha colpito per la sua coerenza». Dunque in sostanza l’introduzione del quoziente familiare (strada più volte indicata dall’Udc), ovvero sgravi fiscali a seconda del numero dei figli, in Francia sono dieci volte rispetto a quelli italiani. E poi più investimenti sulle politiche familiari visto che i francesi investono il 3 per cento del Pil in questo settore mentre l’Italia è intorno allo 0,4 per cento. Ovvero più servizi: nidi, asili, strutture adeguate per le madri che lavorano e sostegni alla maternità.
E proprio a proposito di maternità Casini chiede di «evitare guerre di religione sulle spalle delle donne». Insomma nessuno mette in discussione oggi la 194 perché, precisa «non c’è nessuna alternativa» però, aggiunge, «a volte le madri sono lasciate sole». Dunque «non si tratta di mettere le guardie svizzere nei consultori ma di trovare dei professionisti dell’accoglienza che aiutino a trovare soluzioni per tutelare la vita». E ancora bene la riforma Biagi: «Una legge positiva, ha consentito di avere più opportunità e di evitare gli squilibri generazionali dovuti anche alla riforma pensionistica».
Casini tocca anche i temi della bioetica, criticando «il relativismo etico» e sottolineando la necessità di mantenere «il primato della dignita dell’uomo».
Dopo la procreazione assistita il prossimo terreno di confronto potrebbe essere quello del testamento biologico, ovvero la dichiarazione anticipata di volontà dei cittadini in merito al trattamento medico e alla sepoltura. Il centrodestra ha già pronto un testo a firma del senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, che lo approvato nel luglio scorso. Ddl che dice no all’eutanasia ma anche all’accanimento terapeutico e che per ora non è stato calendarizzato. Anche questo tema tocca in modo trasversale destra e sinistra: non è facile stabilire dove inizia l’accanimento e quando si rischia invece di arrivare all’eutanasia.