Casini apre uno spiraglio e scarica Pd e Idv

Un po’ a sorpresa il leader Udc Pier Ferdinando Casini spiazza gli "alleati" Pd e Idv e non chiude del tutto la porta in faccia a
Berlusconi, come invece hanno fatto ieri Pier
Luigi Bersani e Antonio Di Pietro

Un po’ a sorpresa il leader Udc Pier Ferdinando Casini spiazza gli «alleati» Pd e Idv e non chiude del tutto la porta in faccia a Berlusconi, come invece - secondo pronostico - hanno fatto ieri Pier Luigi Bersani e Antonio Di Pietro. L’esponente centrista chiede «un armistizio», anche se dopo la frase di Casini sulla «fine di una stagione politica come il ’92» il Cavaliere mugugna infastidito. La strategia del leader dello scudocrociato è chiara: Casini non crede che la fine di questa stagione politica significhi «la fine del berlusconismo». «Se qualcuno pensa - sostiene il leader Udc - che rispetto a questi passaggi epocali la questione si risolva con una sorta di liquidazione politica, si sbaglia. O ci assumiamo la responsabilità di disegnare una fase nuova o se pensiamo che la fine politica di qualcuno coincida con il successo degli altri, sottovalutiamo quello che abbiamo avanti e la crisi che stiamo vivendo». L«’armistizio» offerto da Casini è in tre tempi: l’invito al governo a fare subito un decreto per anticipare parti della manovra; la proposta di una commissione bipartisan per la crescita. E come faro, resta la proposta di una fase di decantazione «tra i principali partiti, non con improbabili governi tecnici, ma governi che nascano dalla volontà del Parlamento, dei partiti». L’invito di Casini non è caduto nel vuoto: «Bisogna capire che cosa intende Pier Ferdinando con la sua proposta di una commissione per la crescita. Ma comunque ogni riflessione non schematica e faziosa - ha commentato il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto- è meritevole almeno di approfondimento».