Casini chiamato a svolgere un ruolo storico per la stabilità

Le elezioni anticipate non sono una catastrofe, ma in questo momento credo che siano da evitare. Tuttavia, c’è una sola possibilità di evitare le elezioni: allargare la maggioranza di governo. La mia opinione è che soprattutto la Lega e l’Udc, oltre naturalmente al Pdl, siano le forze politiche interessate a gestire in maniera lungimirante una fase politica di transizione nell’interesse del Paese. Senza rinunciare al cambiamento e, soprattutto, senza voler restaurare il passato.
L’Udc ha escluso per ora un ingresso nella maggioranza di governo, ma ha fatto intravedere la disponibilità ad una opposizione responsabile ispirata al modello sperimentato da Obama negli Stati Uniti, che si è tradotto in importanti accordi e compromessi con l’opposizione repubblicana su materie cruciali sia di politica interna che internazionale. Il leader dell’Udc ha tutto l’interesse ad accentuare questo profilo di forza politica responsabile e moderata, che, pur avendo compiuto una scelta di autonomia rispetto ai due principali schieramenti politici, non rinuncia a farsi carico dell’esigenza di stabilità e di governabilità del Paese, avvertita drammaticamente anche dalla Chiesa cattolica.
In questo contesto, Casini può giocare un ruolo storico molto importante, a patto tuttavia che si dimostri capace di giocare con intelligenza non solo sul piano strettamente politico e tattico, ma soprattutto su quello dei contenuti e delle scelte programmatiche di contenuto riformatore. Sono convinto che anche la Lega, che ha in Bossi un leader prudente e saggio, abbia tutto l’interesse a non far precipitare l’Italia verso le elezioni anticipate, sia perché l’attuale governo può tranquillamente portare a compimento riforme epocali, come quella dell’università e del federalismo, oltre al raggiungimento dell’accordo di Mirafiori, sia per ragioni di carattere strettamente politico. Nel caso di elezioni politiche a breve scadenza, infatti, la Lega sa bene che la formazione di un eventuale cartello elettorale di centro, sia pur eterogeneo e privo di un credibile profilo riformatore, potrebbe determinare nella prossima legislatura nuovi e imprevedibili equilibri politici, anche a scapito del ruolo svolto oggi dal partito di Bossi. Se l’obiettivo perciò è quello di salvaguardare anche per il futuro il nucleo di un’alleanza strategica a favore del cambiamento, anche la Lega deve operare per scongiurare le elezioni, favorendo, insieme al Pdl, un rapporto con l’annunciata opposizione responsabile dell’Udc in Parlamento.
Dopo l’insuccesso della mozione di sfiducia, il pallino della politica è tornato nelle mani della maggioranza di governo. Le scelte politiche che si compiranno oggi saranno quindi determinanti per guidare il cambiamento, con prudenza e senza sbalzi pericolosi per l’Italia.
*Coordinatore Pdl