Casini confida in Rutelli e sulla scelta trasversale

da Roma

Sono le coppie di fatto a mettere in evidenza la differenza tra Udc e Forza Italia. Lo sottolinea Lorenzo Cesa nel replicare a Silvio Berlusconi che, dopo aver definito la posizione della Cdl sui Pacs, si è anche chiesto in cosa consiste «la strada diversa» rivendicata da Pier Ferdinando Casini. «È proprio la sua posizione sui Pacs, la prova più lampante della distanza che separa Udc (contraria ai Pacs, ndr) e Forza Italia (che lascia libertà di coscienza, ndr) su alcuni valori cardine della società».
Non soltanto i Pacs, però, segnano la differenza tra i due partiti del centrodestra come ha messo in evidenza Pier Ferdinando Casini ancora ieri, prima attraverso le pagine del Quotidiano nazionale e poi attraverso le agenzie mentre a Meise, vicino Bruxelles, partecipava all’incontro del Ppe. C’è un solo antidoto al rischio dell'intolleranza di cui parla Romano Prodi dopo le contestazioni ricevute a Bologna, ribadisce: «Una vera politica moderata». E se da un lato afferma che il suo non potrà essere un partito compatibile con Alessandra Mussolini o Luca Romagnoli, e in qualche caso con la Lega, dall’altro rassicura Berlusconi che mai andrà a fare «la ruota di scorta di Prodi» e si dice sempre più convinto della necessità di un partito dei moderati rispetto a questo governo e a questa maggioranza. Condivide le parole di Prodi riguardo i fischi ricevuti a Bologna che parla di «Italia avvelenata dal sensazionalismo delle dichiarazioni che fanno titolo» e riconferma la validità della sua scelta di non andare a San Giovanni: «Anche se dopo la manifestazione eravamo calati molto, adesso sto risalendo, con punte anche notevoli». E lascia che sia il suo segretario di partito da Roma a contraddire i numeri dei sondaggi di Berlusconi: «Noi siamo al 57%, l’Udc al 3,8» ripete il leader della Cdl. E Lorenzo Cesa: «Manderemo i nostri dati all’ex-presidente del Consiglio. Ci dicono che l’Udc cresce nelle intenzioni di voto e negli indici di gradimento».
Casini che sui Pacs si dice convinto «di riuscire a realizzare un’intesa con Rutelli e la gran parte della Margherita che non abdicano alla difesa dei loro valori», intanto torna sulla manifestazione del 2 dicembre e si dice convinto che se fosse salito su quel palco «sarebbe stato come fare il soprammobile». Mentre se oggi Fi e An fanno la federazione e ancor di più se fanno il partito unico, Casini si dice contento perché si aprono spazi per il suo progetto al centro.