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da Roma

Si annunciano riduzioni agli stipendi dei parlamentari, ma le indennità a fine mese aumentano. Soldi che escono con un provvedimento e rientrano con una legge. Il risultato è che le buste paga crescono, sempre.
La Finanziaria 2006, varata dall’allora governo Berlusconi, prevedeva una diminuzione del 10% della mensilità massima di deputati e senatori? Da fine agosto arriveranno 302,31 euro in più ai senatori, con 843 euro di arretrati. Senza contare che in realtà da gennaio c’è stato un rialzo di altri 512,75 euro lordi mensili. E se Camera e Senato hanno appena deciso un piano-risparmi da 60 milioni di euro, accade che la riforma Mastella sulla giustizia porti, tra le righe, nuovi aumenti dal prossimo anno. La pensano così molti parlamentari, che stanno facendo i loro calcoli per capire quanti soldi potrebbero arrivare da questo nuovo «regalo» indiretto della legge appena approvata.
La contraddizione, in entrambi i casi, è la stessa: lo stipendio dei parlamentari è equiparato a quello dei presidenti di sezione della Corte di Cassazione. Proprio per il principio dell’equiparazione, sancito da una legge del 1965, quando si alzano i primi (con scatti periodici, o con leggi riguardanti la giustizia) ecco che aumentano anche i secondi, le mensilità dei parlamentari, appunto.
A fine agosto, per esempio, i senatori troveranno in busta paga oltre 300 euro lordi in più, con gli arretrati, in base a una «equiparazione», uno scatto automatico, degli stipendi dei magistrati a prescindere dalla riforma Mastella. Questo accade a poche settimane di distanza dalla presentazione del progetto contro gli sprechi delle due Camere. Ma sembra sia rimasta nei palazzi la notizia che gli aumenti erano partiti già da gennaio. E dunque il taglio della Finanziaria di fine 2005 verrà rapidamente bruciato dai nuovi stipendi.
A Montecitorio i deputati avranno nel corso del 2007 un aumento medio di 420 euro al mese. Risultato: le indennità dei parlamentari, dai bilanci preventivi delle due Camere, costeranno ai cittadini italiani circa 6 milioni di euro in più quest’anno. Ogni senatore riceverà oltre 8.500 euro in più nell’arco del 2007 rispetto allo stipendio del 2006 e ogni deputato circa 5mila euro.
Uno dei questori della Camera, Francesco Colucci, di Forza Italia, spiega al Giornale che lo scatto che avverrà al Senato ad agosto è sì automatico per il principio dell’equiparazione, ma l’ufficio di presidenza di Montecitorio «potrebbe prendere decisioni diverse» e per ora gli stipendi di agosto sembrerebbero «invariati». Colucci rivendica come siano stati decisi quest’estate «tagli notevoli» nelle spese.
A palazzo Madama, invece, il premio dei 300 euro compare già nella rete interna per la consultazione dei senatori.
Ma gli aumenti non finiscono qui. Anche la controriforma della giustizia appena approvata e proposta dal Guardasigilli Clemente Mastella potrebbe portare altri aumenti di stipendio: per i presidenti di sezione della Cassazione e quindi per i parlamentari. L’articolo su cui stanno lavorando gli esperti in materia per fare un conteggio esatto è il numero 2, comma 12, che suggerisce ulteriori rialzi.
La deputata dell’Italia dei Valori Silvana Mura sta preparando un disegno di legge con il collega di Alleanza nazionale Antonio Buonfiglio per eliminare fino al 2010 il legame automatico dello stipendio dei parlamentari con quello dei presidenti di sezione della Corte di Cassazione. Questo pdl chiede di bloccare le indennità fino al 2010. «Stiamo facendo delle verifiche sulla legge Mastella - racconta Mura -; certo, l’impressione è che siamo noi medesimi ad alzarci gli stipendi e a farci dei favori. È vero che la Finanziaria 2006 ha ridotto le indennità massime del 10%, ma con l’automatismo degli scatti risulta in ogni caso un aumento delle mensilità».
Si tratterebbe dunque di modificare la legge 1261 del ’65 che s’intitolava «Determinazione della indennità spettante ai membri del Parlamento», perché sembra che proprio in nome di quel provvedimento di 42 anni fa le buste paga degli amministratori nazionali continuino ad arricchirsi.