Casini: è l’Unione che cerca voti sull’aborto

da Roma

Contro Pier Ferdinando Casini e la sua decisione di dare il via libera all’indagine sulla 194 scendono in campo anche Romano Prodi e Piero Fassino. Il presidente della Camera è da due giorni sottoposto al fuoco di fila dell’Unione che lo accusa di fare campagna elettorale su un tema delicato come quello dell’aborto. Pietra dello scandalo il sì di Casini all’indagine conoscitiva richiesta dall’Udc e affidata alla commissione Affari sociali della Camera. Brusca la replica di Casini dopo i primi attacchi liquidati come «polemiche elettorali e strumentali».
«In questa legislatura sono state presentate al presidente della Camera 68 richieste di indagine conoscitiva - fa notare Casini - E il presidente della Camera ha sempre dato il concerto: su 68 richieste ho detto 68 sì. Per questo le polemiche sono evidentemente elettorali, strumentali, da parte di chi le fa». Un eventuale no all’indagine, aggiunge, avrebbe dovuto essere validamente motivato altrimenti sarebbe suonato come una discriminazione se non addirittura come una censura.
Ma dall’Unione rialzano il tiro. Prima il leader della Quercia, Piero Fassino. «Siamo sconcertati - confessa -. Da poche settimane il ministro della Salute Storace ha inviato al Parlamento la prevista relazione annuale sullo stato di applicazione della legge. Perché non si discute dello strumento di verifica previsto dalla legge e si inventa invece una Commissione dalla dubbia finalità e dalla equivoca efficacia? Siamo in presenza di un comportamento molto scorretto».
Anche Prodi deplora la strada scelta da Casini. L’indagine, dice, «è soltanto propaganda» visto che viene promossa a fine legislatura e «la commissione durerà cinque minuti». Dunque anche se l’indagine in sé non sarebbe sbagliata, conclude Prodi, «il fatto che si faccia a fine legislatura dà la misura su come ci sia una strumentalizzazione su un fatto delicato e serio». Non si fa attendere la controreplica di Casini. Se Fassino è sconcertato il presidente della Camera giudica invece «sconcertante che la polemica politica prevalga sull’oggettività dei fatti».
A difendere le scelte di Casini dagli attacchi dell’Unione il ministro della Salute, Francesco Storace, che invita Fassino a «non fare il furbetto» visto che «da quando i ministri depositano la relazione annuale sulla 194 nulla si sa sulla prevenzione, che è proprio quello che chiede di conoscere il Parlamento». Il commento di Storace fa infuriare la diessina Livia Turco che lo invita «a fare il ministro e dire che cosa farà per il sostegno alla maternità delle donne in difficoltà». Preoccupato per l’indagine anche il leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti che la vede come «una minaccia» osservando che «non se ne sentiva il bisogno».
Al fianco di Casini il ministro Udc, Mario Baccini, che sottolinea la necessità «di rafforzare la legge, attuandola in modo compiuto». Che per Baccini significa «potenziare i consultori con il volontariato di persone che sostengono le ragioni della vita».
Il più duro con l’Unione è il segretario Udc, Lorenzo Cesa, promotore dell’indagine sulla 194. «È veramente indecente quello che la sinistra sta facendo contro Casini - attacca Cesa -. Non vogliamo modificare la legge, l’ho detto in maniera chiara, vogliamo rafforzare il lavoro che si fa nei consultori dove devono esserci operatori all’altezza della situazione».