Casini: "Dopo lodo Alfano via la blocca processi"

Il leader centrista: "Lo scambio si svolge alla luce del sole". Iniziata in aula la maratona: circa 280 gli emendamenti presentati. Intanto le commissioni
riunite Giustizia e Affari costituzionali della Camera hanno votato a favore del lodo Alfano<br />

Roma - "E' improprio evocare un baratto perché non siamo in un suk arabo, qui siamo in Parlamento. Ma è acclarato da tutti che la norma blocca processi verrà tolta dal dl sicurezza". Mentre a Montecitorio il Partito democratico promette battaglia sul lodo Alfano, il leader centrista Pier Ferdinando Casini denuncia lo scambio che "si svolge alla luce del sole".

La denuncia di Casini "Abbiamo ottenuto che la blocca processi venisse cassata e che ci fosse una corsia preferenziale per il Lodo Alfano: questo per evitare un grave danno ai cittadini". Detto questo, Casini tiene a precisare che il lodo Alfano non era, secondo l’Udc, la priorità "ma il governo l’ha individuata come tale e quindi noi abbiamo scelto di astenerci sul Lodo Alfano in nome di un’opposizione responsabile". Certo, lamenta, "per noi il dl sicurezza era importantissimo e invece viene abbandonato per strada e non sarà esaminato prima della pausa estiva". Sull’impegno del governo a tagliare la blocca processi, il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, ha ricordato che in commissione Giustizia e Affari costituzionali "il ministro Vito ha detto che c’è l’impegno del governo a tagliare questa norma. Ci atteniamo a questo, speriamo che si rispettino gli impegni". Quindi Casini conclude: "Se siamo tutti uomini d’onore, ci auguriamo che gli impegni siano rispettati...".

Al via la maratona a Montecitorio Sono circa 280 gli emendamenti presentati in Aula al lodo Alfano, su cui è in corso a Montecitorio la discussione generale. Tuttavia, non tutte le richiesta di modifica del testo, che saranno esaminate domani, verranno votate: al voto dovrebbero infatti andare 22 emendamenti del Pd, tre dell’Idv e quattro dell’Udc. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha reso noto che l’opposizione ha presentato le pregiudiziali di costituzionalità al ddl che saranno votate domani dall’Assemblea. L’esame del Lodo si concluderà in ogni caso domani sera, quando tra le 18 e le 19 inizieranno le dichiarazioni di voto finale. Come spiegato ieri dallo stesso Fini è stato fissato un contingentamento dei tempi d’esame che riserva venti ore complessive alla discussione, di cui dodici per il seguito dell’esame destinando ai Gruppi di opposizione, complessivamente, una quota del tempo disponibile, pari al 60 per cento.

L'ok delle Commissioni Le commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera hanno approvato il Lodo Alfano, con l’astensione dell’Udc e il voto contrario di Pd e Idv. Concluse le 25 votazioni. Il testo è atteso in aula nel pomeriggio. Sono iniziate nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio le votazioni sugli emendamenti al ddl che prevede l’immunità per le alte cariche dello Stato, il cosiddetto lodo Alfano. I relatori del provvedimento si sono riservati di decidere se dare parere favorevole ad un emendamento dell’Italia dei valori che prevede la ripresa del processo sospeso entro 30 giorni dalla cessazione della carica ricoperta. Il provvedimento approderà in aula alla Camera questo pomeriggio alle 17 per la discussione generale, mentre il voto finale arriverà domani in serata.

Le reazioni Tutta l’opposizione, a parte l’Udc che si è astenuta, ha votato contro il lodo Alfano. "Nella seduta di oggi - commenta ironico Roberto Zaccaria del Pd - non c’è stata davvero nessuna sorpresa. Noi abbiamo votato ovviamente contro e abbiamo contestato il testo nel merito e nel metodo. Noi, infatti, avremmo voluto una legge costituzionale e nel dibattito parlamentare che ci sarà in aula denunceremo il fatto che tutto sia svolto nel disprezzo delle più elementari regole parlamentari". Nella seduta congiunta delle due commissioni, comunque, la maggioranza si è detta disponibile ad accogliere due emendamenti dell’opposizione. Si tratta di due proposte di modifica, una del Pd e una dell’Idv, che in commissione, però, sono state ritirate per essere poi ripresentate oggi pomeriggio alle 17 in aula. Quella del Pd prevede che uno dei quattro vertici dello Stato non possa cambiare carica o funzione, nella stessa legislatura, senza che si riprenda il processo nei suoi confronti. L’emendamento dell’Idv che il Pdl potrebbe accogliere, stabilisce invece una temporalità: entro 30 giorni dalla fine del mandato il processo penale può riprendere il suo corso. "L’Udc si è astenuta - racconta Roberto Rao - perché questo disegno di legge non lo consideriamo la fonte di ogni male, anche se ci sarebbe piaciuto che fosse diverso nel contenuto e nel metodo. Avremmo preferito anche noi che si fosse seguita la strada della legge costituzionale ma riteniamo che se passasse questo testo si potrebbero affievolire i diversi estremismi che si sono manifestati dall’inizio della legislatura nell’attività parlamentare". "Non c’è stato da parte dell’opposizione nessun ostruzionismo - osserva il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa - e il clima che si è avuto in aula è stato di grande concretezza e confronto intenso. Questa norma è valida perchè assolutamente in linea con tutte le critiche che la Corte costituzionale aveva fatto al lodo Schifani".