Casini: "L'Udc resta all'opposizione no a maggioranze variabili"

Il leader centrista, dopo l'incontro con il presidente Napolitano: &quot;C'è una grave crisi istituzionale, serve un nuovo esecutivo&quot;. Bertinotti: &quot;La maggioranza non è cambiata&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=167257">Berlusconi: &quot;Il governo non è più legittimato&quot;</a></strong>

Roma - «Abbiamo confermato al Capo dello stato ciò che è chiaro a tutti: che siamo una forza di opposizione ferma, che continuerà a dare battaglia in parlamento all'opposzione. Non siamo interessati a maggioranze variabili o a forme di cooptazione in questa maggioranza». Pier Ferdinando Casini, parlando alla Camera, dopo l'incontro dei vertici del partito con il presidente della Repubblica, tenta di ricucire lo strappo con la Cdl dopo l'appoggio dato al governo Prodi sull'Afghanistan. «L'Italia ha bisogno di un nuovo governo che dia stabilità al Paese», ha aggiunto Casini. «Il voto di ieri al Senato - ha proseguito - ha confermato che il governo non è autosufficiente». «Abbiamo espresso a Napolitano - ha riferito Casini - l'opinione che questo governo è causa di una grave crisi istituzionale in particolare al Senato». Casini ha sottolineato il ricorso continuo alla «decretazione d'urgenza» e il fatto che «i dl vengano inviati al Senato a pochi giorni dalla loro scadenza espropriando di fatto le Camere del diritto dovere di legiferare».

"Alle amministrative con la Cdl? In periferia si lavora..." «Il nostro essere opposizione è diverso da quello degli altri partiti del centrodestra», ma in vista delle prossime elezioni amministrative i centristi continuano a tessere l'alleanza con la Cdl. «Il nostro essere opposizione è diverso da quello degli alleati che hanno cambiato posizione» sull'Afghanistan, ha detto Casini. Alla domanda dei giornalisti che chiedevano cosa faranno i centristi in vista delle elezioni di maggio, Casini ha risposto che «la periferia lavora... ed è anche più avanti di come siamo noi».

Bertinotti: "La maggioranza non è cambiata" "La politica a volte si avvolge su se stessa, ma basta essere osservatore con un minimo di serenità per poter vedere quello che poi è accaduto". Lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, dopo il voto di ieri al Senato sul rifinanziamento delle missioni italiane all'estero, tra cui l'Afghanistan. Bertinotti ha spiegato che "quanto accaduto" ieri al Senato "pare confermare una previsione che non era difficile da fare: e cioè che la maggioranza è sempre la stessa. La mia analisi di ieri - ha concluso il presidente della Camera - è ampiamente confermata".

Il Cavaliere a colloquio con An e Lega Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, oggi ha incontrato, a palazzo Grazioli, Gianfranco Fini e Roberto Calderoli. I colloqui sono serviti a fare il punto della situazione dopo la decisione dell'Udc di chiedere un incontro al Capo dello Stato.

Giovanardi contro la linea Casini "Sono in totale disaccordo" con la linea assunta da Pier Ferdinando Casini. Mentre il leader centrista si appresta a salire al Colle, Giovanardi esprime tutta la sua contrarietà verso la decisione di "procedere con due opposizioni separate". E ricorda che, "per la verità, si era detto di andare al Quirinale tutti e 4 i partiti del centrodestra insieme". Ora, questa accelerazione solitaria dell'Udc, dice Giovanardi, "non ha il consenso della base del partito. Provate a chiedere ai parlamentari quanti sms stanno ricevendo contro questa continua differenzazione. Io sono assolutamente a favore di un rinsaldamento dei rapporti con gli alleati della Cdl e della piattaforma programmatica comune".

La Russa: "Il governo si dimetta, non ha i numeri" "Non ci sentivamo di avallare una situazione che mette in pericolo la vita dei nostri soldati e la possibilità di svolgere bene la loro missione. Sono mutate le condizioni, c'è una maggiore pericolosità oggettiva in quella zona e specifica per gli italiani. Oggettiva per il deteriorarsi della situazione in Afghanistan, specifica perchè la politica del governo accresce i pericoli. Avere trattato con i sequestratori di Mastrogiacomo, rilasciando alcune persone, è indubbiamente un fatto che crea maggiori probabilità di futuri sequestri e mette sotto tiro gli italiani. Il governo di deve dimettere, non ha i numeri". Lo afferma Ignazio La Russa capogruppo di An alla Camera

Calderoli: "Non esiste una doppia opposizione" L'esponente del Carroccio ribadisce la critica all'Udc: "Era già tutto previsto - tuona Roberto Calderoli -. È evidente che con il suo appoggio non si è creata una doppia opposizione. C'è una maggioranza con Casini e c'è una opposizione che è fatta da Lega Forza Italia e An".