Casini alla Margherita: «Votiamo insieme come sulle staminali»

E Fini chiarisce: «Confronto ma non sui Pacs». I Ds: «Scelta da destra moderna»

da Roma

La disponibilità dichiarata da Gianfranco Fini a dialogare con il centrosinistra sul tema delle coppie di fatto scuote maggioranza e opposizione. Il leader di An si è limitato a ribadire la sua posizione aperta alla possibilità di riconoscere i diritti individuali. Diritti della persona, appunto, ma non della coppia che è poi una posizione nella quale si riconoscono trasversalmente molti dei cattolici presenti in Parlamento. Fini però invita il centrodestra al confronto «senza integralismi» con la sinistra ed è proprio questa frase che irrita il partito di Pier Ferdinando Casini che invece a dialogare con la sinistra non ci pensa proprio. Il leader Udc invoca che anche per le coppie di fatto «in Parlamento possa ripetersi quanto avvenuto ai tempi dell’approvazione della legge sulla fecondazione assistita» ovvero, aggiunge Casini, «una convergenza tra parte del centrodestra e una fetta importante della Margherita, che ha votato e poi difeso la legge 40. Credo che la stessa alleanza si possa ricreare sulle unioni di fatto». Sulla legge 40 Fini ebbe una posizione più critica, diversa da quella della maggioranza di centrodestra. Insomma gli udiccini si sentono sempre più lontani da Fini. A chiarire le affermazioni del leader di An c’è anche il portavoce Andrea Ronchi. «Fini non vuole i Pacs, noi siamo per una famiglia una, fondata sul matrimonio. Ben altro discorso è garantire i diritti e i doveri individuali e spiace che in malafede si possa far dire ad altri delle cose solo per fini politici», taglia corto Ronchi.
Comunque Fini non ci tiene ad aizzare la polemica interna al centrodestra e cerca di chiuderla addebitandola a un equivoco. «A volte qualcuno commenta senza nemmeno aver letto bene le dichiarazioni. Può capitare anche a me», conclude. Dunque Carlo Giovanardi, Udc, deve essere stato più attento perché afferma di non avere trovato «alcuna apertura ai Pacs» nelle dichiarazioni di Fini.
Però l’Udc non è la sola a essere caduta nell’equivoco e ad aver letto le parole del leader di An come un cambio di direzione verso il riconoscimento dei diritti dei conviventi. In molti nel centrosinistra infatti si mostrano entusiasti di questa presunta sterzata. Plaude l’ex presidente dell’Arcigay, il diessino Franco Grillini. «La svolta di An e del suo presidente Fini, in materia di diritti delle coppie di fatto non può che essere salutata positivamente da chi, come noi, ha sempre pensato che una destra moderna, in linea su questi temi con le destre europee, sia un bene per il Paese», dice Grillini. Soddisfatta pure una fervida sostenitrice dei Pacs, il presidente dei senatori dell’Ulivo al Senato Anna Finocchiaro. L’apertura dell’ex vicepremier è «coerente con le cose che il presidente Fini ha sostenuto anche nella scorsa legislatura su questi temi», dice la Finocchiaro.