Casini: «La mia vera sfida è quella con Rutelli»

da Roma

La vera sfida? È tra noi: per la conquista del voto moderato. Parola di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, che apre il duello con Francesco Rutelli, leader della Margherita, a «Matrix». Una sfida giocata a colpi di fioretto, ma che ha riservato qualche scambio a tratti acceso. Ambedue in blu, con cravatte simili, i due leader si sono fronteggiati a tutto campo: sulla giustizia, i pacs, il lavoro e l'economia.
Si comincia subito con Casini che fa leva sulla disomogeneità del centrosinistra. Tira fuori l'ultimo numero di «Liberazione» che porta la ricetta del Prc contro la fame di abitazioni, la requisizione delle terze case. «Ma come fa - chiede Casini a Rutelli - la Margherita a governare con Luxuria, e con 50 deputati Prc che pensano che requisire case non sia uno scandalo?». «Quella roba lì - replica Rutelli - non esiste», ed assicura che i Dl sono nell'Unione per garantire un programma riformista ed equilibrato: «Un programma che vincolerà anche Rifondazione comunista».
Casini tenta di stanare l'avversario su un programma dell'Unione che, dice, «non si è ancora visto e che gli alleati hanno rispedito al mittente Prodi». Il presidente della Camera punta tutto sulle contraddizione di un eventuale, futuro governo dell'Unione e gioca la carta dei Pacs ribadendo «il pericolo di una deriva spagnola». «Cos’è per te - chiede - l'unione civile?». E Rutelli assicura: «La famiglia è una, le forme di convivenza sono molteplici. Noi non abbiamo una linea Zapatero, ma siamo a favore del riconoscimento dei diritti civili ai conviventi». «Ma per questo - replica Casini - non c'è bisogno di regole nuove».
Altro terreno di scontro la giustizia e qui è Rutelli che va all'attacco: «L'Udc - dice - è complice dello sfascio provocato dalle leggi ad personam». Accuse che Casini rispedisce al mittente attribuendo ancora una volta il merito all'Udc di aver ottenuto modifiche a diverse leggi, come la Cirielli.