Casini a Milano per lanciare Serra. E i finiani sfidano il Pdl nelle Zone

Le grandi manovre. Il 5 novembre il leader dell’Udc sarà in città con il suo candidato Fli
punta su Palmeri che fa campagna acquisti nei parlamentini

Sarà l’arrivo del leader dell’Udc Pierferdinando Casini il 5 novembre, l’occasione per annunciare ufficialmente la candidatura dell’ex questore di Milano ed ex prefetto di Firenze e Roma Achille Serra a sindaco di Milano. Una scelta che piace anche ai finiani, anche se tra i «futuristi» cresce il partito di chi preferirebbe puntare su un volto nuovo come il presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri. «Achille Serra - frena il coordinatore cittadino dell’Udc Pasquale Salvatore in attesa dell’ufficialità - ha aderito e aderisce al nostro partito. Siamo ben lieti di poter contare su una persona di grande qualità. Questi sono i fatti, tutto il resto lo vedremo». Ma è indubbio che l’Udc «stia dialogando con Fli». Per creare un terzo polo con un candidato forte da schierare contro Letizia Moratti. Anche se il Lombardia il vero problema è che elettori e classe politica dell’Udc sono tradizionalmente vicini al centrodestra. E è mai facile far loro accettare loro un divorzio da Berlusconi. Certo, molto dipenderà dal risultato delle primarie del centrosinistra. Dovesse vincere l’avvocato rosso Giuliano Pisapia, si aprirebbero al centro enormi spazi. E allora la corsa di Udc e Fli, da soli e alleati, sarebbe inevitabile.
Anche perché i finiani sono piuttosto ottimisti. E dopo aver fatto shopping in consiglio e tra gli scontenti del Pdl, ora puntano ai parlamentini. I consigli di quartiere spesso rifugio di delusi e «trombati». Che, vista la riduzione per legge del numero dei prossimi consiglieri comunali che passeranno da 60 a 48, hanno capito che per loro non ci sarà spazio tra i banchi del Pdl a Palazzo Marino. E, allora, sono già pronti a tentare la nuova avventura. «Nel corso del prossimo mese - annuncia Palmeri -, molti aderiranno al Fli. Qualcuno anche prima della riunione nazionale del 6 e 7 novembre a Perugia. In molti hanno chiesto incontri, alcuni confronti sono già avvenuti e le decisioni sono state assunte». E proprio ieri il viceministro Adolfo Urso ha annunciato che «a Perugia inizia il percorso costituente che si concluderà a Milano il 14, 15 e 16 gennaio, con l’assemblea costituente, da cui Gianfranco Fini lancerà il Programma per l’Italia, un manifesto di riforme». Una scelta non casuale quella di Milano perché, spiega Urso, «vuol dire che non stiamo facendo una nuova An né un movimento meridionalista complementare alla Lega, ma un partito nazionale, soggetto politico aperto, plurale, inclusivo, laico, riformista e modernizzatore che stia nella coalizione e sia in Italia ciò che è il Partito popolare europeo in altri paesi».
Più solida, intanto, la posizione di Palmeri nel suo scranno di presidente del consiglio comunale. Con l’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna che spiega come la sua rimozione bloccherebbe i lavori del consiglio. Coinvolgendo anche il bilancio e il Pgt che la Moratti vuole assolutamente varare prima del termine del suo mandato. Per questo Landi chiede che Palmeri resti al suo posto. «Lo dico anche contro l’interesse del Fli, visto che potrebbe contare su due consiglieri che votano, mentre finora il presidente si asteneva». Assicurando il voto favorevole di Fli al bilancio e, dopo un attento esame, anche al Pgt.