Casini: "Noi nel Pdl avremmo avuto 80 seggi..."

Il leader dell'Udc: "Se volevamo stare comodi potevamo restare nel Pdl, avremmo avuto 80 seggi, ministeri e
prebende". Poi si rivolge a Veltroni: "Un giorno parla
con i radicali, il giorno dopo con i cattolici. Un giorno parla con un operaio, il
giorno dopo fa lo spot con un imprenditore"

Roma - "Se volevamo stare comodi potevamo restare nel Pdl, avremmo avuto 80 seggi, ministeri e prebende. Non vi nego che fino a 20 giorni fa avevo paura, ero timoroso. Oggi invece sono sereno, noi siamo scomodi e diamo fastidio". Lo afferma Pier Ferdinando Casini, candidato premier dell’Unione di Centro, intervenendo ad un convegno dei circoli Liberal. Parlando del progetto politico messo in cantiere, Casini aggiunge: "Noi non siamo il centro che guarda al passato - aggiunge - che ha nostalgia. Noi non ci mettiamo in mezzo per lucrare rendite di posizione, noi siamo la novità, siamo gli unici ad avere un programma credibile, una linea chiara".

Stoccata contro Veltroni Casini non risparmia critiche al Pd di Veltroni: "Pensa solo ad assemblare. Un giorno parla con i radicali, il giorno dopo con i cattolici. Un giorno - aggiunge - parla con un operaio, il giorno dopo fa lo spot con un imprenditore. La politica è un assemblamento di cose diverse? - chiede - io dico di no. Questo - osserva Casini - è il difetto del vecchio bipolarismo che anche Berlusconi e Veltroni avevano criticato, oggi però loro fanno la stessa cosa".