Casini: "Non voterò il decreto, fra Prodi e Tariceanu solo un minuetto"

Sicurezza, il leader dell'Udc attacca: provvedimento riscritto per accontentare Rifondazione. L'azzurra Santelli: &quot;Espulsioni? Il decreto è carta straccia&quot;. La Lega: &quot;Il premier e Amato fanno allo scaricabarile&quot;. <a href="/a.pic1?ID=219211" target="_blank"><strong>Schengen: dal 21 dicembre si arriva senza passaporto da altri 9 Paesi</strong></a>

Roma - Pier Ferdinando Casini non cambia idea e ribadisce la sua contrarietà al decreto sulle espulsioni approvato dal governo e bolla come "minuetto di dubbio gusto" l’incontro di ieri tra il premier Romano Prodi e il primo ministro romeno Calin Popescu Tariceanu. "Hanno fatto un decreto - spiega il leader dell’Udc - che si preoccupa dei problemi della maggioranza e di Rifondazione comunista e non della sicurezza degli italiani. C’è una emergenza criminalità e ieri c’è stato un minuetto di dubbio gusto tra il presidente del Consiglio italiano e quello romeno. Non si sono affrontate le questioni vere, gli italiani continuano ad avere paura e noi continuiamo a fare i giochi di Palazzo con Rifondazione comunista. In queste condizioni - sottolinea Casini - noi il decreto non lo votiamo".

L'azzurra Santelli: "Espulsioni? Carta straccia" "Come avevamo già denunciato il decreto sulle espulsioni è carta straccia ed oggi prendiamo atto che è stato irrimediabilmente svuotato di contenuti". Lo afferma Jole Santelli, responsabile sicurezza e immigrazione di Forza Italia. "Grande vittoria di quelle forze politiche di governo che sono geneticamente avulse alla sicurezza. Prima grande e vera sconfitta politica di Walter Veltroni e del partito democratico. La vocazione maggioritaria del Pd si arena così definitivamente nel suk di Prodi dove l’istinto di sopravvivenza predomina sull’interesse del Paese", conclude la Santelli.

Cota (Lega): "Da Prodi e Amato scaricabarile" "Il governo ha dato una risposta insoddisfacente alle richieste della Lega Nord. Dal ministro Amato abbiamo sentito solo parole vuote, che confermano che il cosiddetto decreto espulsioni è stato pensato esclusivamente come operazione di immagine". Va all'attacco anche Roberto Cota, vicecapogruppo Lega Nord alla Camera, che aggiunge: "Si deve incidere sulla effettiva certezza della pena e sospendere subito la Amato-Ferrero, oltre che il trattato di Schengen nella parte in cui non consente la registrazione della data certa di ingresso dei cittadini rumeni. Lo scaricabarile di Prodi e Amato è patetico. Prodi era presidente Ue quando ci fu l’allargamento dell’Unione e il suo governo non ha applicato la moratoria come hanno fatto altri Paesi, come la Spagna. Chi non si assume le proprie responsabilità non è credibile. La nostra posizione rispetto all’allargamento dell’Europa a Paesi che non hanno nulla a che vedere con il nostro è nota".