Casini: "Il premier pensa solo ai suoi problemi" E Fini chiude: "Impossibili le riforme condivise"

Replica dei due leader del terzo polo al Cav. Casini: "Calendario di problemi che non corrispondono a quelli del Paese". E Fini: "Ripete sempre le stesse cose per distrarre gli italiani dal suo fallimento. Ha bisogno di nemici per i suoi anatemi" . Il Pdl: "Autogol al limite del suicidio politico"

Roma - Casini e Fini rispondo a stretto giro. Usano l'ironia contro il premier e tornano a chiedere un passo indietro. "Se un mattino su quattro Berlusconi si alzasse dicendo 'Oggi mi voglio preoccupare dei problemi degli italiani e non dei miei' sarebbe una giornata splendida" attacca il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. "C’è un calendario di problemi per lui ossessivi, dal processo breve alle intercettazioni - osserva - che non corrispondono a quelli del Paese: ma secondo voi un operaio Mirafiori in cassa integrazione o una famiglia che non riesce a pagare la retta della scuola dei figli, si preoccupano del processo breve?". Berlusconi, ha concluso Casini, "si sveglia, vede quali sono i suoi problemi e li impone all’agenda del Paese. Se continua così, rimarrà da solo su un’isola deserta".

Fini non ci sta "È triste notare che Berlusconi ripete sempre le stesse cose per distrarre gli italiani dal suo fallimento" dice il leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando dei messaggi video del premier. "Tranquillizzo Berlusconi - scherza Fini - i sondaggi ci danno lo 0,01%. Dice che impedivo di fare certe riforme? Beh, mi attribuisce un merito". Poi torna serio: "Il problema del Pdl e di Berlusconi è l’assenza di identità culturale e politica perché il Pdl è tutto e il contrario di tutto. Il Pdl è un perenne spot, un perenne comizio propagandistico e questa assenza di identità rende impossibile il confronto con l’altrui identità e crea muri. Ma il rischio è che la disaffezione politica riguardi a lungo andare tutti i soggetti in campo, rischiamo per davvero di perdere complessivamente il contatto con buona parte della società e questo l’Italia non se lo può permettere". Quindi il giudizio negativo sul Cavaliere: "Ha una concezione muscolare del bipolarismo. Ha sempre necessità di un nemico e di un avversario contro cui scagliare i suoi anatemi. In un sistema bipolare ciò che unisce è importante come ciò che divide. E solo gli ignoranti della politica definiscono tutto ciò inciucio. Berlusconi - ha concluso - si muove con lo schema mentale dello scontro ideologico. Non c’è possibilità di riforme condivise e obiettivi comuni".

Capezzone replica: solo al suicidio politico "Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini, con le loro sortite di questi giorni e ancora di queste ore, stanno costruendo un autogol ai limiti del suicidio politico. Più si allineano e si schiacciano sull’ antiberlusconismo militante, e più si omologano a Pd e Idv, in una foto di gruppo che li vede insieme a Di Pietro e Bersani. Contenti loro...". Replica il portavoce del Pdl Daniele Capezzone secondo il quale«"è evidente che gli elettori liberali e moderati non potranno mai fidarsi di chi (come Udc e Fli) sembra avere come unica prospettiva politica una contrapposizione ossessiva contro il premier che è stato scelto e confermato dalla maggioranza degli italiani nel 2008, nel 2009 e nel 2010".

Quagliariello: Fini capofazione "Da parte degli esponenti dell’opposizione, e in particolare di Futuro e Libertà, si assiste al tentativo di segnalare la propria esistenza cercando di seminare zizzania nel Pdl e di metterne in discussione il leader, l’identità e la classe dirigente", attacca Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato cha parla di "un’operazione destinata al fallimento» perchè il Pdl «ha una leadership naturale, un’identità chiara e una classe dirigente sempre più coesa". "È dunque risibile - sostiene Quagliariello - che le opposizioni tentino di colmare il proprio vuoto delegittimando il Pdl e riesumando il peggiore antiberlusconismo. Ed è ancor più paradossale che a farlo sia uno pseudo-partito disomogeneo e senza un orizzonte comune, partito da destra e deragliato a sinistra, con il presidente della Camera costretto a fare il capo fazione per mancanza di alternative e una schiera di gregari il cui livello medio - conclude - è efficacemente rappresentato da colui che ormai quotidianamente ne monopolizza la rappresentanza".

Cicchitto: tragico errore "Casini e Fini stanno facendo, dal loro stesso punto di vista un tragico errore, quello di mutuare da Bersani catastrofismo, moralismo e antiberlusconismo", afferma invece Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl Camera. "C’è il piccolo problema - aggiunge - che almeno metà del loro elettorato non condivide nè questi toni, nè questi giudizi, nè la prospettiva del fronte popolare. Di conseguenza se oggi il governo tiene e anzi amplia la sua maggioranza fa paradossalmente proprio un favore a Fini e a Casini perchè evita a loro di infilarsi nel vicolo cieco di eventuali elezioni anticipate rispetto alle quali essi starebbero in una posizione assai difficile sia che facciano il Cln, sia che si presentino da soli".