Casini prepara lo sfratto alla sinistra

Al grido di «Genova torni al centro del ring», il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ieri ha chiamato a raccolta il suo popolo (almeno 500 simpatizzanti e iscritti che gremivano la sala Grecale ai Magazzini del Cotone), assicurando pieno sostegno ai candidati sindaco e presidente della Provincia della Cdl Enrico Musso e Renata Oliveri. Aveva promesso di venire a Genova più volte possibile, Casini, una ventina di giorni fa al momento di incoronare Vincenzo Lorenzelli, l'ex presidente della Fondazione Carige, capolista dell'Udc alle prossime elezioni amministrative. È stato di parola. E non ha risparmiato qualche bacchettata all'attuale amministrazione di centro sinistra «che ha trasformato Genova in una città sciatta e troppo laterale, dove le intelligenze vengono esportate». Di qui l'invito a tornare al centro del ring e l'impegno personale di «girare le vie e i quartieri della città, i comuni della Provincia perché sulle amministrative abbiamo le idee chiarissime. Sono le prove generali per dare a Burlando l'avviso di sfratto», scandisce Casini.
Quindi fiducia incondizionata a Enrico Musso, seduto ieri in prima fila, e alla «collega» Renata Oliveri, al suo fianco. Ad ascoltare il leader dell'Udc tutto l'entourage del partito: il commissario provinciale Pippo Naro, il vice Umberto Calcagno, il segretario regionale Vittorio Adolfo, il consigliere nazionale Sergio Cattozzo, i capigruppo in Comune, Provincia e Regione Paolo Repetto, Andrea Cuneo e Nicola Abbundo, il consigliere regionale Matteo Marcenaro e quello provinciale Anna Maria Norero. Ma non basta: anche l'onorevole azzurro Alfredo Biondi e Sandro Biasotti hanno voluto presenziare alla convention dell'Udc, insieme alla decana dei democratici cristiani, Ines Boffardi. E alle centinaia di fedelissimi, Casini, prima di affrontare le questioni più scottanti (difesa dell'identità cristiana, tutela della famiglia, riforma elettorale) ha raccontato un divertente siparietto avuto con Silvio Berlusconi qualche giorno fa: «Durante un viaggio in aereo ho chiesto a Silvio che tipo è il preofessor Musso. Mi ha risposto: bravo, bravo, ti piacerà perché ha parlato male di me». Boati tra il pubblico. Già abbastanza caldo dopo lo «show» del professore Vincenzo Lorenzelli, capolista d'eccezione alle prossime amministrative.
Il presidente dimissionario della Fondazione Carige, attualmente rettore del campus biomedico di Roma, ha parlato di «momento magico per la Casa delle Libertà dopo che il centro sinistra ha dato prova di incoerenza, insicurezza e disunione. Sono uniti solo per rimanere a galla». Trattasi insomma di «un'occasione meravigliosa per portare via il Comune e la Provincia dalle lobby della sinistra», ha aggiunto Lorenzelli, presentato dal leader dell'Udc come il simbolo di un salto di qualità per il partito. Sia Casini, sia Lorenzelli hanno ribadito l'importanza della famiglia, come cellula fondamentale della società, «mentre tutte le altre forme di unioni civili, pur rispettabilissime, non hanno nulla a che fare con la famiglia», ha insistito l'ex presidente della Fondazione Carige. Quindi pollice verso ai Dico e anche all'adozione di minori ad una coppia di omossesuali, giudicata da Casini come «una forma di prevaricazione del più forte sul più debole». Sull'importanza del test genovese per l'Udc, il più espicito è stato il consigliere nazionale Sergio Cattozzo: «Non possiamo vivere solo d'immagine, ma dobbiamo candidarci e portare voti al partito superando la soglia del 6 per cento».