Casini presidente mondiale dei parlamentari

Eletto ai vertici dell'organizzazione internazionale che riunisce i rappresentanti di 141 Stati. «Ripagato delle recenti amarezze»

Marianna Bartoccelli

da Roma

«Più autorevolezza politica, meno burocrazia e più peso alle donne. Bisogna essere l’interfaccia delle Nazioni Unite». È con questo manifesto programmatico che il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha definitivamente convinto l’assemblea generale dei delegati dell’Unione Interparlamentare, riunita ieri a Ginevra, a eleggerlo presidente. Dopo quella di Prodi a presidente della Commissione europea, è questa la carica più significativa ottenuta da un italiano per un organismo internazionale. L’Unione interparlamentare riunisce i rappresentanti di 141 Parlamenti del mondo, ha 116 anni di vita e l’unico presidente italiano è stato sino ad oggi Giuseppe Codacci Pisanelli, eletto nel 1957. Ieri a Ginevra, dove si è rinnovato l’intero vertice organizzativo, Casini ha ottenuto 230 voti su 337, con il contributo bipartisan della delegazione italiana, che gode di tre voti, il massimo consentito dal regolamento quando nella delegazione è compresa una donna. Un’elezione quindi festeggiata da tutti, per la quale ogni parlamentare italiano, da Giulio Andreotti, che guidava il gruppo, ad Angela Napoli di An, da Maria Burani Procaccini di Fi a Gabriella Pistone del Pdci, ha lavorato per convincere i vari rappresentanti dei Paesi esteri.
«Questa elezione mi ripaga di alcune recenti amarezze e mi inorgoglisce vedere quanto sia forte la nostra credibilità» sono state le prime parole pronunciate da Casini dopo l’elezioni. Che subito dopo ha voluto ringraziare in particolare i deputati italiani del centrosinistra, oltre Andreotti anche Gabriella Pistone, Romualdo Coviello e Antonio Soda che da due anni «in giro per il mondo hanno sempre sostenuto il mio nome».
Numerose le telefonate di congratulazioni dall’Italia: prima fra tutte quella del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che si è congratulato con una nomina «che tiene alto il nome e il prestigio della democrazia parlamentare italiana». Poi sono giunti gli auguri di Silvio Berlusconi, di Marcello Pera e del ministro Gianfranco Fini. Alla Camera tutti i gruppi hanno voluto esprimere il proprio augurio, compreso il vicepresidente, il diessino Fabio Mussi, che ha dato l’annunzio a tutti i deputati dell’avvenuta elezione. «È un riconoscimento - ha detto presiedendo l’Aula - al contributo che Casini ha dato alla cooperazione internazionale e che si riverbera su tutto il Parlamento». Mussi ha anche voluto sottolineare come «l’appartenenza a due diversi schieramenti non ci ha impedito di collaborare in questa difficile legislatura con spirito di lealtà». Anche il presidente del gruppo Ds, Luciano Violante, ha riconosciuto che si tratta «di un traguardo ricco di significati sul piano personale».