Casini: "Prodi non è autosufficiente e scarica le colpe sul parlamento"

Secondo il leader dell'Udc la responsabilità dello stallo
parlamentare non è imputabile alla legge elettorale: "Il problema è politico, di
chi si è considerato autosufficiente e non lo era ed ha respinto ipotesi diverse". La proposta-provocazione: "Si rivoti, ma solo per il Senato"

Roma - Una «dichiarazione-provocazione». Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, torna con questa definizione sulla sua proposta di rivotare solo per il Senato dicendosi «pienamente consapevole che una ricetta di questo tipo non è indolore, ma - spiega - a estremi mali estremi rimedi». Il leader dell’Udc, conversando con i cronisti alla Camera, non si mostra preoccupato dai "no" ricevuti dalla sua idea «che non aveva la pretesa di convincere nessuno». E non risparmia critiche al Prodi: «Non è accettabile - dice - che si addebiti l’intoppo dei lavori parlamentari alla presunta pigrizia di deputati e senatori. I lavori sono bloccati non per pigrizia, ma perchè questa maggioranza al Senato non è autosufficiente».

Casini definisce quindi «inaccettabili», «da respingere al mittente» le parole del premier che «scarica sul Parlamento le difficoltà tipiche della politica». «È evidente - spiega - che un governo come questo porta alla paralisi del Parlamento, perché si ha paura di portare i provvedimenti all’approvazione del Senato dove la maggioranza non è autosufficiente e si rischia la bocciatura». E la responsabilità dello stallo parlamentare non è imputabile alla legge elettorale: «il problema è politico - spiega - di chi si è considerato autosufficiente e non lo era ed ha respinto ipotesi diverse».