Casini pronto alla sfida: il centrodestra ha subìto una mutazione genetica

Il partito lo candida premier fuori dal Pdl: «Ma parlerò ancora con Silvio». In tv accuse a Berlusconi e Fini. Dubbi sul sostegno di Cuffaro

da Roma

Come era prevedibile, Casini ha accettato il «sacrificio» chiestogli da Cesa per guidare l’Udc alle in corsa solitaria. Sì, ma «con riserva». Che scioglierà «presto», poiché «qualche ora di riflessione in più non toglierà nulla alla efficacia» della campagna elettorale per Casini premier. Di questo, degli «effimeri successi» colti umiliando l’alleato «sempre fedele», delle «incomprensioni» da superare, Casini si impegna a «parlare ancora, nelle prossime ore, con l’onorevole Berlusconi». Siamo agli sgoccioli pare, ma c’è ancora tempo per trattare. «Poche ore» per Casini, «due giorni» per Raffaele Lombardo. Che c’entra il leader della colomba catanese, in questa partita? C’entra, c’entra. Come c’entra Totò Cuffaro, che giura ancora fedeltà all’Udc e a Casini, ma essendo la Sicilia troppo importante per tutto e tutti, l’esito è tutt’altro che scontato.
Muoviamo dalla Direzione allargata, un duecento persone, che il segretario dell’Udc ha riunito ieri alle 11 nel Palazzo della Confcooperative, le coop bianche. Scontata la richiesta a Casini di varcare il Rubicone e scontata anche la sua accettazione, «grato» e «onorato», con riserva da sciogliere presto. Poco scontato invece, il tono col quale il leader postdemocristiano ha motivato il rifiuto a confluire nel listone del Popolo della libertà, ove far convivere «Mastella e Fini, la Mussolini e Lamberto Dini, Capezzone e Giovanardi». Con accenti risentiti, ha rimproverato che 14 anni fa, quando nacque il Polo «al quale siamo rimasti fedeli sempre, nella buona e nella cattiva sorte, non avremmo mai pensato un giorno di dover rinnegare i nostri valori e le nostre radici per avere cittadinanza in quest’area politica». Perché Berlusconi rifiuta di allearsi con l’Udc? Pretendere «l’immissione forzata nel proprio partito», e scegliere la Lega quale «alleato unico e preferenziale», è «una vera e propria mutazione genetica dell’alleanza». A sera, in tv, Casini spara anche su Fini, leggendo le accuse a Berlusconi che sembravano sue, ma che aveva pronunciato il leader di An solo a dicembre.
Casini ha messo in movimento il suo partito, forte di un sondaggio commissionato alla Opn Lorien che dà il centrodestra senza l’Udc al 51,4%, ma al 57% in alleanza con lui. Perché non vuole oscurare il suo simbolo? La questione è sostanziale e personale: a Canossa in ginocchio salgono gli imperatori, non gli arcivescovi. E monsignor Casini tiene il punto. Dite che per quel punto può perdere la cappa di abate? E’ vero, ha già perduto Giovanardi e Baccini; ma finchè lo appoggia Cuffaro c’è vita e speranza. Una ipotesi di mediazione sulla quale si lavorava a sera, suggerisce la confluenza nel listone per la Camera, e l’alleanza col simbolo dell’Udc per il Senato. Ma salvo un tal ripensamento o uno strappo del governatore dimissionario della Sicilia, Casini e l’Udc andranno da soli, l’assemblea di ieri ha votato all’unanimità. Anche se il vostro cronista ha udito almeno quattro votanti che sussurravano: «Così, non andiamo da nessuna parte, forse ha ragione Giovanardi...».
Talché la vera notizia è che alle 11,30, mentre Cesa andava al microfono, Cuffaro è uscito dal salone parlando fitto al telefonino. «Problemi di famiglia», ha spiegato per depistare i cronisti. Ma girato l’angolo, s’è infilato nel bar Washington con Saverio Romano, segretario siciliano dell’Udc. E chi c’era ad aspettarli in una saletta del seminterrato? Lombardo, ovviamente. Fresco reduce dal colloquio a palazzo Grazioli con Berlusconi. I tre sono usciti un’ora dopo, con grandi dichiarazioni di Cuffaro in appoggio a Casini e ancor più a Lombardo, «è il nostro candidato», e quest’ultimo alquanto infastidito. Berlusconi non le ha ancora offerto la testa di Micciché? «Non ne abbiamo parlato», ha risposto il piccolo (non in Sicilia) leader del Mpa. S’è così compreso che Lombardo non ha ancora avuto soddisfazione dal Cavaliere, ed è deluso pure di Cuffaro dal quale s’aspettava una rottura con Casini già ieri, per piegare Berlusconi.
Per spiegare il nodo Sicilia: il forzista Micciché vorrebbe fare il governatore, ma vuol farlo anche Lombardo che è appoggiato dall’uscente Cuffaro. L’isola però, assegna ben 15 senatori all’alleanza vincente, che certamente sarebbe quella tra Lombardo e Cuffaro (scusate, l’Udc) se Forza Italia insiste col suo candidato. Tutto chiaro, adesso? Tra «poche ore» o al più «due giorni», si vedrà.