Casini: la propaganda aiuta il Professore

"Anche Berlusconi lo sa, ma non può dirlo". E Bossi rilancia:
abbiamo sbagliato, ma ora metteremo alla prova il premier<br />

da Roma

La spallata? Pier Ferdinando Casini non ha dubbi: «Anche Berlusconi, dentro di sé, sa che la strategia dell’opposizione è sbagliata, ma non lo può dire». Intervenendo a Perugia a un incontro pubblico del suo partito, il leader dell’Udc parla di una «strumentalizzazione mediatica» alla quale è stato esposto «solo per avere detto che questa strategia del centrodestra era sbagliata». E spiega: «Modestamente oggi lo dicono quasi tutti. Non lo dice ancora Berlusconi perché non lo può dire, ma credo che, essendo una persona intelligente, dentro di sé abbia capito che evocare l’odio elettorale, evocare le spallate, evocare le manifestazioni di piazza è un bel gesto propagandistico, ma con la propaganda si allunga la vita al governo Prodi. Quando, dopo la propaganda, faranno politica - conclude Casini - forse Prodi potrà andare a casa».
Il leader centrista ovviamente approfitta dell’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe sulle divergenze strategiche degli ultimi mesi: «Mi hanno presentato come difensore di Prodi, ovvero di chi ritengo la peggiore disdetta per gli italiani, solo perché dicevo che questa strategia del centrodestra era sbagliata». E sull’attuale quadro politico, invece, precisa: «Questo bipolarismo ha consegnato le chiavi per ricattare la politica italiani a gruppi estremi, qual è quel Paese - si chiede Casini - dove chi va in piazza a urlare uno, dieci, cento Nassirya può avere voce in capitolo?». L’unica spiegazione che chiarisce il perché di questa crisi è la legge elettorale. Infatti il paradosso attuale, conclude il leader dell’Udc, «è frutto di un meccanismo forte per vincere le elezioni, ma impotente il giorno dopo per governare».
Anche per Umberto Bossi «forse qualcosa è stato sbagliato. Questo non è un momento di allegria - ha detto durante una serata organizzata per le selezioni di Miss Padania - perché il governo Prodi è ancora in piedi. Bisogna usare le vie giuste: i parlamentari non lo fanno cadere se non sanno che fine faranno dopo, ma non vale la pena forse fare discussioni». Per il leader leghista è ora di voltare pagine: «Se non è caduto adesso Prodi non cade più. Ma adesso vedremo come se la caverà sulle riforme: lo metteremo subito alla prova».