Casini rilancia il governo di transizione: "Ma i leader politici ne restino fuori"

Il leader dell'Udc ripropone "un Governo di responsabilità nazionale che, sulla base di un accordo tra tutti coloro
che lo sostengono, arrivi ad abbinare le prossime elezioni politiche alle europee del
2009"

Roma - «Un Governo di responsabilità nazionale che, sulla base di un accordo tra tutti coloro che lo sostengono, arrivi ad abbinare le prossime elezioni politiche alle europee del 2009». Lo propone il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, in una intervista che apparirà sul prossimo numero di "Panorama" in edicola domani. «Questo Governo - prosegue Casini - ha bisogno del miglior coraggio della politica, in entrambi gli schieramenti per poter nascere e disporre di una base parlamentare ampia e solida. Ma credo che i leader politici debbano sostenerlo restandone fuori. Altrimenti si darebbe l’impressione di un pateracchio generale».

Quanto alla guida di un Governo di transizione, Casini osserva: «Questa scelta spetta al capo dello Stato, ma per quanto mi riguarda sul nome di Franco Marini non ci sono controindicazioni». Alla domanda se questa proposta sia un modo per logorare Berlusconi, l’ex presidente della Camera risponde: «Mi rendo conto che questo è un sospetto difficile da confutare ma mi chiedo che cosa logorerebbe di più Berlusconi: votare tra due anni o passare due anni a chiedere le elezioni senza ottenerle».

Casini ribadisce comunque le sue perplessità sull’opportunità che nel 2009 possa essere ancora il leader di Forza Italia il candidato premier del centrodestra: «Ci sono forze, penso alla piazza del Family Day, alla Confindustria di Luca Cordero di Montezemolo, al professor Mario Monti, che fino a poco tempo fa erano neutrali ma ora sono fortemente critiche verso la maggioranza. È un elemento rilevante questo o è un fatto trascurabile? L’area moderata ha bisogno di questi nuovi apporti o la sindrome di autosufficienza? È un eccesso di pigrizia confidare sempre negli uomini della provvidenza. Qui non si tratta solo di vincere le elezioni ma di riuscire a governare. E quei mondi rappresentano apporti che io ritengono fondamentali per costruire in Italia una proposta di Governo credibile. Può anche darsi che pure senza quei mondi, quelle complicità, Berlusconi rivincerebbe, ma temo che abbia poi delle difficoltà a governare».