Casini: «Romano è pericoloso per il ceto medio»

Il vicepremier: «Da sinistra solo catastrofismo» Anche Bossi è ottimista: «L’aria sta cambiando»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Per Fini le bugie «hanno sempre più la faccia di Prodi» e per Casini il candidato dell’Unione «fa finta di essere un economista» e ha qualche problema con i numeri. Il giorno dopo la presentazione della trimestrale di cassa e delle critiche, pesanti, del centrosinistra, i principali alleati di Berlusconi scendono in campo a gamba tesa per difendere la coalizione e il governo.
Il ministro degli Esteri, soffermandosi sui temi dell’economia ha ammesso che è vero che siamo a crescita zero, «anzi 0,1% per la precisione». Ma spiega: «Non per incapacità del governo del centrodestra ma per una congiuntura europea». Secondo Gianfranco Fini c’è una domanda fondamentale però a cui il leader del centrosinistra dovrebbe rispondere: «Perché la quasi totalità dei gruppi industriali fa un tifo da stadio perché vinca Prodi». Per il leader di An la risposta è evidente: «Perché il centrosinistra nel passato ha abituato grandi gruppi industriali del Nord a una logica per la quale quando i conti di quelle industrie erano in rosso pagava Pantalone, arrivavano i contributi dello Stato». E replica alle accuse di Romano Prodi fatte giovedì scorso: «Non credo che chiedere chiarezza su come si fa a ridurre le tasse significhi essere delinquenti politici».
Anche il presidente della Camera usa toni duri nei confronti degli avversari e sfida Prodi nella loro città. A Bologna Pier Ferdinando Casini (che lancia messaggi di saluto al suo collega del Senato, Marcello Pera che ieri era Bologna nelle stesse ore) attacca l’Unione sul fisco, sulla tassa di successione e il bonus bebè: «Se Prodi vuole tirare fuori 20mila miliardi delle vecchie lire in un anno deve tassare una platea enorme di gente». E accusa il candidato del centrosinistra di avere qualche problema con i numeri. «È un pericolo per il ceto medio - insiste a proposito delle considerazioni fatte su 250mila euro considerate una grande rendita. «È un’offesa al buon senso - ribadisce -. Su questi temi Prodi si è innervosito, prima dando del matto a un ascoltatore e poi del delinquente a noi», ha ricordato Casini. Che ironicamente ha voluto evidenziare che così facendo il premier candidato del centrosinistra «ha accolto l’appello di Ciampi ad una maggiore serenità». Secondo l’esponente dell’Udc comunque la cosa più importante è che l’Unione «deve convenire che aumenteranno il prelievo sui Bot e Cct».
Sono questi i punti del programma di Prodi che riducono la sua possibilità di vittoria. È quanto mette in evidenza lo stesso Fini che, nel corso di un incontro a Bari, afferma: «Non mi sentirete dire che tutto va bene, perché così come contestiamo il catastrofismo della sinistra, non apprezziamo un certo trionfalismo di qualche amico nel centrodestra. I problemi ci sono e gli italiani lo sanno. Dobbiamo indicare la strada per risolverli». Ma la conclusione è ottimista: «I conti dello Stato sono sotto controllo e la trimestrale di cassa lo dimostra».
Anche il terzo alleato, Umberto Bossi, in giro per Milano per la campagna elettorale, interviene nel dibattito politico, andando contro il pessimismo di molti: «Sento un’aria positiva - spiega con un tono della voce allegro il leader della Lega - nei comizi e negli incontri che ho tenuto ho visto tanta gente, anche facce nuove. Mi pare proprio che l’aria sia positiva».