Casini: sì all’indagine della Camera sull’aborto

La Russa (An): «Nessuno ha intenzione di cambiare le norme»



Francesca Angeli

da Roma

Sì all’indagine conoscitiva sulla 194. Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, dà il via libera alla commissione di inchiesta sul funzionamento dei consultori, per valutare la corretta e piena applicazione della normativa sull’aborto. E la sinistra laica e radicale alza subito le barricate. Con questo atto, dicono in sostanza, Casini inaugura la sua personale campagna elettorale sulla pelle delle donne. Accusa che consolida l’alleanza di centrodestra che si stringe in difesa di Casini e della sua imparzialità. L’indagine è stata sollecitata dall’Udc e richiesta formalmente dal presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Giuseppe Palumbo. «Non sussistono ragioni che ostino allo svolgimento dell’indagine» scrive Casini nella sua lettera a Palumbo. Dunque sì alle audizioni con alcuni paletti ben precisi che Casini tiene a chiarire punto per punto. Prima di tutto i tempi: l’indagine va chiusa come già indicato dalla Commissione stessa entro il 31 gennaio 2006. Non sono possibili proroghe, dice Casini, sia «per ragioni legate all’approssimarsi della legislatura» sia perchè «non sarebbe opportuno che l’attività relativa all’indagine conoscitiva si svolgesse nel periodo della campagna elettorale». Casini invita a convocare le audizioni «a ritmo serrato» lavorando anche nel periodo di sospensione dei lavori dell’assemblea previsto per le feste. Poi Casini precisa che l’iniziativa dell’indagine «vista l’estrema delicatezza della materia e la sua particolare rilevanza dal punto di vista politico, sia rigorosamente mantenuta entro i limiti dell’attività conoscitiva». Insomma l’indagine deve avere soltanto lo scopo di «acquisire informazioni». Casini poi esorta i parlamentari nonostante i tempi ristretti a sentire più soggetti «affinchè alla Commissione possano essere rappresentate in maniera adeguata tutte le principali sensibilità in argomento». Insomma, suggerisce Casini, sentite tutte le campane: i volontari del movimento per la vita ma anche le associazioni laiche. Nonostante i paletti e le rassicurazioni sul fatto che questa indagine abbia un puro scopo conoscitivo la durissima reazione dell’opposizione, che grida alla caccia alle streghe, induce Casini a scrivere una nota di chiarimento che segue la bufera delle dichiarazioni polemiche da parte del centrosinistra. La presidenza della Camera ricorda a chi lo critica che «esulano dall’intervento del presidente valutazioni di merito o di opportunità politica dell’iniziativa che spettano esclusivamente alla Commissione (Affari sociali ndr)». E Casini ricorda di aver «sempre autorizzato lo svolgimento di indagini conoscitive ricorrendo le condizioni regolamentari», che in questo caso per l’appunto ricorrevano. Casini subisce gli attacchi della sinistra ma incassa la solidarietà di tutti gli alleati della Cdl. Per il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, la sinistra non ha alcun rispetto per le istituzioni. «L’attacco gratuito e strumentale nei confronti del presidente della Camera - dice Bondi - è totalmente infondato sia sul piano della forma sia della sostanza: il parere positivo all’indagine da parte sua è un atto dovuto». Durissimo il commento del presidente dei deputati di Alleanza nazionale, Ignazio La Russa. «Anche l’ultimo usciere della Camera sa che Casini ha sempre autorizzato tutte le indagini conoscitive - dice La Russa -. Abbiamo detto e ripetuto che non abbiamo nessuna intenzione di cambiare la 194. È scandaloso che si attacchi un’autorità istituzionale e super partes come il presidente Casini». Anche il capogruppo della Lega alla Camera, Andrea Gibelli, osserva che quello di Casini è «un atto dovuto». «I tempi sono ristretti - ammette Gibelli - ma si può comunque fare un buon lavoro. La Lega ritiene che si debba fare piena luce su una legge come la 194 che oramai è datata». In difesa di Casini scende in campo ovviamente anche il ministro Udc, Rocco Buttiglione, che giudica saggia la decisione. «Vogliamo sapere se le donne vengono messe al corrente di tutte le decisioni alternative all’aborto - dice Buttiglione -. Vogliamo sapere se il consultorio fa tutto il possibile per dare alle donne suggerimenti per la decisione più giusta. Anche i consultori devono fare il tifo per la vita».