Casini: "La scelta l'ha fatta Berlusconi"

Il leader dell'Udc attacca il Cavaliere: "Io avrei dovuto sedermi al tavolo accontentandomi di 50 parlamentari e di un posto da
ministro. Ho deciso invece di fare una scelta di coerenza"

Roma - "Voglio che sia chiaro che la scelta l’ha fatta Berlusconi: ha deciso di mettere fuori quella parte della coalizione su cui non aveva il dominio assoluto". Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini,durante la registrazione di 'Porta a porta'. "Guarda caso - ha aggiunto - ha imbarcato Fini e la Mussolini. Io avrei dovuto sedermi al tavolo accontentandomi di 50 parlamentari e di un posto da ministro. Ho deciso invece di fare una scelta di coerenza".

"Niente pateracchi" Casini rinnova l’appello ai partitini moderati affinché restino uniti, ma - aggiunge - "io non sarò disponibile a fare trattative, pateracchi, compromessi, a proposte annacquate e confuse. Se si possono fare degli accordi volentieri, altrimenti - è il ragionamento del leader Udc - ognuno andrà per la propria strada, questo è il momento di assumere delle responsabilità. Io rispetto questi amici - ragiona Casini parlando di Mastella e della Cosa bianca - ma hanno storie diverse. Bisogna presentare agli elettori una cosa chiara e trasparente".

L’ex presidente della Camera torna sulla sua decisione di non entrare nel Pdl: "Non sporcherò questo atto di coraggio - dice - con cento, mille trattative o compromessi. Non sono disponibile - ripete - a trattative perché il valore del nostro coraggio verrebbe immiserito". Il leader centrista chiarisce che "non è un problema di Mastella, che pure è stato ministro in un governo di centrosinistra. Il fatto è che noi abbiamo l’esigenza di dimostrare che la nostra cosa è nuova. Se possono realizzarsi degli accorpamenti bene ma non ci dovranno essere cose confuse", conclude Casini.

"Se Berlusconi perderà la campagna elettorale, dovrà essere arrabbiato solo con se stesso" perché "ha radicalizzato a destra il suo nuovo partito nel momento in cui Veltroni si sta spostando al centro. È una scelta autolesionista". Va giù duro, Casini, nel prendere le distanze dal Pdl. A chi gli domanda se anche in passato, quando era alleato di Berlusconi, non ne condivideva i toni della campagna elettorale, Casini ha risposto: "L’impostazione era sbagliata anche in passato ma non ero il candidato premier. Stavo in una squadra e quando si sta in una squadra si arriva ad un compromesso".