Casini scopre l’anomalia anti-Cav, ma il suo Lodo non convince

Meglio del «processo breve», prima del Lodo Alfano costituzionale, Pier Ferdinando Casini propone un mini-scudo che blocchi i processi solo per il premier. Secondo il leader Udc questa legge-ponte, fondata sul «legittimo impedimento», eviterebbe lo «sfascio» della giustizia. Si chiama «riduzione del danno»: troppi processi si estinguerebbero con il limite di 6 anni per una condanna definitiva, meglio mettere da parte le «ipocrisie» e riconoscere che serve una legge per «salvaguardare Berlusconi». Ma questa responsabilità politica «spetta alla maggioranza», dice Casini. «Imboccare la strada del legittimo impedimento ci sembra una buona soluzione, onesta e corretta».

Il Pdl reagisce in modo cauto e un po’ sospettoso. Maurizio Gasparri ricorda che il primo impegno è per il ddl sul «processo breve», firmato da lui e Quagliariello, poi si discuterà sul lodo Alfano costituzionale. Le due cose procederanno parallele, ma la prima con tempi accelerati: domani in Commissione Giustizia del Senato Giuseppe Valentino del Pdl farà la sua relazione, poi ci potranno essere correzioni ma l’intenzione è di approvare il testo prima di Natale, per febbraio alla Camera. «Al momento - spiega Gasparri - non esistono altre ipotesi. Non conosco la proposta dell’Udc, se la presentano saremo in grado di valutarla. Vedo, comunque, che Casini prende atto della persecuzione giudiziaria contro Berlusconi». Il leader Udc, sottolinea anche Ignazio La Russa, «ritiene che sia corretto immaginare una soluzione che consenta a chi ha incarichi istituzionali, non di sottrarsi alla giustizia, ma quantomeno di potersi occupare tranquillamente della cosa pubblica».

Casini sta diventando «una sorta di consigliere esterno della maggioranza» e questa nuova proposta concorda con «un’idea sulla norma-ponte che già circolava in maggioranza». Fabrizio Cicchitto chiarisce che non si rinuncia alla legge per «arrivare ad una giusta durata dei processi», però Casini si fa «carico di un problema evidente, che è quello della criminalizzazione in corso nei confronti di Silvio Berlusconi» e sulla via che indica è giusto riflettere. Insomma, la norma sul legittimo impedimento può essere «complementare», non alternativa al «processo breve», dice Italo Bocchino. Altrimenti, «rischia di apparire un tentativo dilatorio o teso a dividere la maggioranza».