Casini scrive a Feltri Ora ti spiego chi è che davvero se la fa sotto

Caro direttore, che mi dedichi un intero articolo di fondo sul presupposto che avrei definito Tremonti un &quot;cacasotto&quot;, mi dispiace molto. <strong>Leggi la replica di Feltri</strong>: <strong><a href="/interni/feltri_ribatte_casini_a_me_spaventa_solo_lodore_ammucchiata/01-07-2011/articolo-id=532582-page=0-comments=1#commenta">&quot;A me spaventa solo l'odore di ammucchiata&quot;
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Caro direttore, che il Giornale attacchi il mio partito, la mia politica e anche la mia persona fa parte delle regole del gioco e non sarò certo io a scandalizzarmi, perché sono vecchio del mestiere. Per certi versi mi meraviglierei che non fosse così. Ma che mi dedichi un intero articolo di fondo sul presupposto che avrei definito Tremonti un «cacasotto», mi dispiace molto.
Primo. Perché non l’ho mai detto e la stessa espressione non figura nel novero delle mie abituali.

Secondo. Perché nei giorni scorsi non ho mai pensato che Tremonti potesse fare qualcosa di diverso da quello che ha fatto, cioè cercare un compromesso con Berlusconi, la Lega e la sua maggioranza. Con la debolezza che c’è all’interno del governo, nessuno è nelle condizioni di tirare troppo la corda e neanche Tremonti. Ma, cogliendo l’occasione per esprimere la mia opinione, non ho difficoltà a dire che per me questo non è certo un bene.

L’Italia non può consentirsi un governo che galleggia e che, come lo stesso Feltri ha più volte evidenziato negli ultimi mesi, è paralizzato nelle decisioni fondamentali che deve assumere. Il più delle volte, com’è accaduto ieri (mercoledì, ndr), la maggioranza non è nemmeno presente fisicamente in Parlamento.
Ormai, tutti pensano alle elezioni che si avvicinano nella prossima primavera e questo contagio non risparmia la maggioranza (vedi la manovra spalmata dal 2013 in poi) né l’opposizione (eccitata dai vari sondaggi che le pronosticano la vittoria).

In conclusione, non ho mai definito Tremonti un «cacasotto», ma non ho difficoltà a dire che un governo di responsabilità nazionale, con il concorso di settori qualificati di maggioranza e opposizione, sarebbe l’unica soluzione seria per fare quelle scelte impopolari che l’Italia rinvia di legislatura in legislatura.
Penso che nel privato siano molti, anche all’interno del Pdl, ad auspicare questa soluzione come una vera e propria «liberazione» dalla palude attuale.
Cordiali saluti,
*leader Udc