Casini: "Serve un governo di responsabilità nazionale"

Il leader Udc: "Se si apre la crisi, non vedo alternative alle elezioni. Si percorra un modo diverso dal muro contro muro". Fini non è d'accordo: "Non ci sono i margini. Cld unita con Berlusconi come premier"

Roma - Un governo di responsabilità nazionale. Prima o dopo le elezioni. Ma comunque un modo diverso dal muro contro muro degli ultimi 15 anni per affrontare i problemi dell’Italia. È la proposta di Pier Ferdinando Casini sulla soluzione della crisi politica aperta dalla dissociazione dell’Udeur dalla maggioranza.

"È chiaro - dice il leader dell’Udc - se si apre la crisi, non vedo alternative alle elezioni. Ma mi è anche chiaro che, vinciamo noi, vincono loro, non importa. Oggi all’Italia serve una cosa sola: un governo di responsabilità nazionale. Nessuno dei due poli per come è strutturato riesce a risolvere le questioni dell’Italia. Perchè c’è da assumere un carico di impopolarità che la politica non è disposta a sottoscrivere per la paura di pagarne poi i costi elettorali. Allora, o c’è un armistizio e una fase di decantazione, di gentlemen agreement, per cui si fanno le cose, poi si riprenderà la dialettica politica normale. Oppure davvero qui rischiamo di far saltare per aria il sistema-paese". Dunque, aggiunge Casini a proposito di ciò che potrebbe accadere invece prima di eventuali elezioni: "Prodi riconosca la sconfitta, si faccia da parte e si apra una fase politica all’insegna della responsabilità nazionale". Governo istituzionale, larghe intese, governissimo? "Non mi interessano le formule, mi interessa la sostanza".

Fini: "Non ci sono i margini" Il presidente di an, Gianfranco Fini, non ci sta: "Non ci sono i margini per un governo di responsabilità nazionale". Secondo Fini, l’unica cosa da fare è, una volta battuto Prodi al Senato, esprimere al Capo dello Stato le ragioni per le quali è indispensabile ridare la parola agli elettori. Il leader di An guarda in avanti e assicura l'unità della Cdl "con Berlusconi come premier" qualora si dovesse andare alle urne. A chi gli chiede un commento alla decisione di Walter Veltroni di voler far correre da solo il Pd, Fini osserva come "andare solo sia un’esigenza vitale per il Pd". "Forse Veltroni non ha valutato bene gli effetti delle sue parole - puntualizza - Veltroni e Prodi non hanno la stessa strategia".