«Casini spiazzato dal poker del premier»

«Casini pensava di trovarsi di fronte a un giocatore, Berlusconi, cotto, finito, senza nessuna chance di vincere la partita interna al centrodestra. Invece, si è trovato di fronte un Cavaliere con tutte le carte vincenti in mano che gli hanno consentito il poker al tavolo del centrodestra». È quanto sostiene il segretario della Democrazia cristiana, Gianfranco Rotondi secondo il quale «il presidente della Camera ha giocato male le sue carte: ha mandato in avanscoperta Follini, tentando così di far saltare il tavolo berlusconiano, ma senza successo. Quando si è accorto che il segretario dell'Udc rischiava di subire il poker alla prima mano, gli ha tolto il mazzo di carte dalle mani e ha preso a giocare lui, in prima persona, contravvenendo al ruolo di arbitro che dovrebbe avere. Ora Casini si agita perché ha perso la partita sbagliando i tempi, l'avversario e facendosi scaraventare al tavolo di gioco dal suo partito che di fatto rischia di bruciarlo. Peggio di così proprio non gli poteva andare. Faccia un gesto di umiltà che gli tornerà utile in futuro: lasci giocare la partita delle politiche a Berlusconi. Anche perché senza Berlusconi non c'è neppure il tavolo da gioco della Cdl».