Casini sull’Onu: «Sbagliata questa riforma»

da New York

«La riforma dell’Onu è sbagliata perché è cominciata partendo dalla testa, con il Consiglio di sicurezza, mentre si deve partire dalla base. Oggi più che mai c’è bisogno delle organizzazioni multilaterali come i fatti dell’Afghanistan e dell’Irak hanno dimostrato». Ne è convinto il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ieri a New York alla conferenza mondiale dei presidenti di Parlamento, intervenendo nel dibattito sulla riforma delle Nazioni Unite. «L’Onu - ha detto Casini - non è più in grado di governare i grandi processi mondiali e si cerca di ovviare a questo con una riforma che è sbagliata in partenza». Secondo il presidente della Camera, un ruolo importante può essere svolto dall’unione dei Parlamenti a fianco dei loro governi nella riforma di base.
«Le Nazioni Unite del XXI secolo, per essere veramente rappresentative ed efficaci, devono essere al tempo stesso un’organizzazione intergovernativa e interparlamentare. La nostra unione - ha aggiunto - può legittimamente diventare la seconda Camera dell’Onu, a fianco dell’Assemblea generale, espressione immediata dei governi».
«Occorre fare appello - ha detto ancora Casini - alle rappresentanze più qualificate dei nostri Parlamenti, affinché scelgano di operare qui e non altrove. Né possiamo continuare, come se nulla fosse, a fare a meno della partecipazione del Paese più influente del mondo, gli Stati Uniti d'America». «Noi - ha concluso - come Occidente possiamo dire di avere una superiorità dal punto di vista delle istituzioni parlamentari che deve essere un contributo straordinario anche per quei Paesi con modelli culturali diversi».