Casini tende la mano a Mastella: «Il suo posto è con noi moderati»

Marianna Bartoccelli

da Roma

«Dovrebbe fare un monumento ai suoi alleati». Il riferimento è a Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini lo fa in una lunga intervista su Radio anch’io: «Quando si lamenta dei suoi alleati sbaglia. Lo so che senza di lui non avremmo vinto. Ma dovrebbe farci un monumento, come noi a lui», afferma. E sulle alleanze del centrodestra il presidente della Camera insiste: «Non ci sono persone che hanno inferiorità di diritti. Credo che Berlusconi debba gratitudine a Fini, a Casini, perché lo abbiamo sempre sostenuto anche quando c’era una campagna di demonizzazione contro di lui».
Un sostegno comunque che non ha mancato di essere critico. «Berlusconi è stata una grande opportunità per il centrodestra. Ma se al mattino alle 11 Berlusconi dice che è notte, io certo non gli vado dietro», puntualizza. Reduce dal successo del faccia a faccia con Rutelli andato in onda nel programma delle Iene, il presidente della Camera non tralascia quasi nessuno dei temi fondamentali in apertura della campagna elettorale, dai rapporti con Berlusconi a quello con Mastella, da Ciampi alla legge sulla legittima difesa, alla situazione dell’Alitalia e la questione dei Pacs.
E dopo aver elogiato Ciampi, «straordinario» definisce il suo settennato, si dice certo che la legge sull’inappellabilità che ha appena rinviato all’esame delle Camere verrà riapprovata dal Parlamento.
Casini non manca di ricordare «il grande e straordinario mondo dei moderati, un popolo non inferiore moralmente alla sinistra che ci ha dato la fiducia e a cui ne chiediamo un supplemento anche se sono stati delusi». Evidenzia i meriti dell'Udc nella coalizione: «Se c'è ora competizione tra i poli è grazie all’Udc. Non è stata lesa maestà aver detto questa estate che eravamo in svantaggio. Lo abbiamo affermato, ho messo in discussione Berlusconi. Il risultato è oggi una nuova legge elettorale che ha riaperto la partita». L’Udc è soprattutto «scomodo per il centrosinistra, possiamo intercettare dei voti che senza la nostra presenza andrebbero al polo opposto». E si dice sicuro che il centrodestra possa tornare a vincere. Ne approfitta per lanciare un ponte a Clemente Mastella: «Il suo posto è nel centrodestra. È un democristiano e sicuramente la pensa come noi sui temi dei diritti civili e della famiglia. Su tante cose la pensa come noi». E in tema di diritti civili chiarisce la sua posizione sui Pacs: «Nella mia visione non ci può essere una discriminazione nei confronti delle coppie di fatto. Se due persone dello stesso sesso vogliono vivere insieme lo facciano tranquillamente». E aggiunge: «Non abbiamo pregiudizi verso le persone che non vogliono sposarsi. Deve essere chiaro, però, che ai giovani dobbiamo dare un modello, un’educazione. Tutto questo non ha niente a che fare con una visione romantica, sentimentale o clericale ma è la Costituzione che il centrosinistra difende con tanta efficacia che fonda sul matrimonio la nostra convivenza».
Di fronte a un’ipotesi di sconfitta del centrodestra, Casini dichiara di non perdersi d’animo e soprattutto che «non andrà in esilio». «Resterò in campo - ha aggiunto - perché io credo più di altri a quel mondo moderato di centrodestra che tante volte non abbiamo interpretato come avremmo dovuto».