Casiraghi e Gentile: ex Ct under 21 dalla memoria troppo corta

L'attuale responsabile della nazionale giovanile alle prese con un disperato recupero contro il Lussemburgo se la prende con chi vorrebbe sostituirlo ma i suoi risultati sono stati deludenti. Stesso discorso per Gentile liquidato dopo l'estate del 2006 e rimasto disoccupato

Quando si difende il proprio posto di lavoro è lecito quasi tutto. Anche l'evidente vuoto di memoria intervenuto nelle dichiarazioni di Gigi Casiraghi, ct dell'under 21 adesso alle prese con un tormentato recupero e in particolare reduce da altri deludenti risultati. Il suo mandato, condiviso fino all'estate scorsa con Gianfranco Zola, è stato scandito solo da delusioni. E non sempre tutto può essere ricondotto alla povertà del vivaio. Tra le sue mani, nel frattempo, son passati fiori di calciatori, da Giuseppe Rossi per indicare un elemento simbolo del passato biennio per finire all'attuale Balotelli, in campionato e con l'Inter sempère decisivo, in azzurro capace di collezionare solo squalifiche e qualche rimprovero a causa di ritardi ingiustificati.
Bene, dinanzi alle notizie di possibili cambi della guardia, Casiraghi si è difeso con le unghie e con i denti e ha dettato la seguente dichiarazione: «Io sono in grado di guardare negli occhi chiunque, gli altri non so». Come dire: chi mi manda a casa non ha il coraggio di guardarmi in faccia.
Ora, per difendere la propria panchina e anche il posto di lavoro, si può fare tutto. Ma falsificare così la realtà è davvero operazione intellettualmente poco trasparente. Perchè significa sottrarsi all'unico confronto indispensabile quando si discute di calcio. L'under 21 è stata, da sempre, il fiore all'occhiello della federcalcio. Cesare Maldini e Marco Tardelli hanno costruito su quella squadra le loro fortune in carriera: poi uno, da Ct si è fermato ai rigori di Italia-Francia, l'altro è stato seppellito dal 6 a 0 in un derby col Milan e si è dovuto accontentare di altre, breve apparizioni. Casiraghi uno e due, intesi come periodi, sono stati punteggiati dagli stessi risultati: qualificazioni mancate, classifiche deprimenti. E allora bisogna prendere atto e tirare le conseguenze.
Anche Claudio Gentile è uno che continua a reclamare ingiustizie patite dimenticando il resto della storia. É vero, nel corso del passaggio dalla gestione Carraro a quella del commissario Guido Rossi, gli fu promesso, parole al telefono di Demetrio Albertini, una conferma nel ruolo. Lui andò in vacanza tranquillo e invece si ritrovò senza panchina e senza lavoro, quindi senza stipendio. Nel corso degli anni ha ricevuto, sostiene lui, proposte poco allettanti che ha finito con il rispedire al mittente. Di fatto è rimasto a guardare senza trovare uno straccio di squadra, magari anche in serie B, che gli affidasse la guida tecnica. Adesso, sull'onda del licenziamento di Casiraghì, è uscito allo scoperto e si è detto pronto a tornare in sella, nell'under 21. Dimenticando forse anche la sua gestione non era stata premiata da grandi trionfi. Anzi aveva provocato la rottura con Antronio Cassano che si era addirittura rifiutato di far parte di quel gruppo. Lo ricordate? Gentile, in federcalcio, si ritrovò solo e soltanto per un motivo: c'era il Trap alla guida della Nazionale maggiore quando si aprì la successione e fu lui stesso a suggerire la candidatura del suo fedele allievo. Vogliamo ricordare qualcosa del passato o dobbiamo far finta di niente?
A tutti e due bisognerebbe suggerire perciò un briciolo di auto-critica oppure qualche cura adeguata per salvaguardare la memoria. Giocare a fare le vittime può riuscire un giorno, al massimo due.